musa alla triennale: l’arte e lo sport che raccontano l’italia a milano cortina 2026

Casa Italia trasforma gli spazi espositivi in un racconto corale: nove muse, oggetti storici e un linguaggio progettuale che mette in dialogo gesto atletico e gesto creativo per Milano Cortina 2026.

Casa Italia si presenta alla Triennale di Milano come un progetto culturale pensato per accompagnare i Giochi di milano cortina 2026. L’iniziativa supera il modello tradizionale di hospitality house proponendo una piattaforma narrativa denominata MUSA. L’obiettivo è indagare il rapporto tra sport, arte e design, riconoscendo lo sport come fenomeno culturale e forma espressiva. Il progetto si articola su più sedi — Milano, Cortina d’Ampezzo e Livigno — e intende trasformare i luoghi dei Giochi in tappe di un racconto collettivo.

La proposta culturale

Casa Italia mira a offrire contenuti e programmi che connettono pratiche sportive e linguaggi artistici. Gli esperti del settore confermano l’interesse crescente per iniziative che mettono in dialogo performance atletiche e pratiche creative. MUSA è concepita come piattaforma curatoriale e narrativa, con progetti site-specific e attività espositive distribuite tra le sedi coinvolte.

Il percorso espositivo e le nove muse

Dalla piattaforma curatoriale si sviluppa un percorso espositivo articolato in nove sezioni tematiche, ciascuna ispirata a una musa e a una declinazione culturale specifica. Le sale dedicano attenzione al linguaggio, all’architettura, alle arti figurative, al paesaggio, al gusto, alla musica, all’innovazione e allo sport. Ogni ambiente è concepito come un dispositivo esperienziale dove opere d’arte, oggetti emblematici e allestimenti si combinano per documentare il rapporto tra gesto atletico e processo progettuale. Il visitatore attraversa stimoli visivi e concettuali che evidenziano tecniche condivise, disciplina operativa e comuni aspirazioni estetiche.

Oggetti e memorie sportive

Dal percorso espositivo emergono cimeli provenienti dal Museo Olimpico di Losanna, elementi che ancorano la mostra alla storia materiale delle imprese sportive. Attrezzi, divise e accessori appartenuti ad atleti iconici costituiscono tracce tangibili delle competizioni.

Questi reperti svolgono una funzione narrativa: collegano la memoria delle gare alle suggestioni artistiche presenti nelle sale. In tal modo si evidenzia come i valori olimpici siano parte integrante di un patrimonio culturale collettivo, rilevante per la comprensione storica e simbolica dell’esposizione.

Dialoghi tra artisti, architettura e paesaggio

Nel progetto si instaurano connessioni tra artisti internazionali e riferimenti architettonici, collocati nel contesto italiano. L’allestimento mette a confronto ritratti, installazioni luminose e modelli architettonici con opere dedicate alla memoria e all’innovazione. Il percorso intende mostrare come la pratica artistica contemporanea rilegga strutture storiche e temi contemporanei. Gli esperti del settore confermano che questo approccio favorisce una comprensione più ampia del patrimonio materiale e immateriale legato ai valori olimpici già presentati nel percorso.

Un esempio significativo è il modello del Palazzetto dello Sport di Pier Luigi Nervi, affiancato ad interventi recenti per stimolare il confronto tra linguaggi costruttivi. Parallelamente, la sezione sul paesaggio esplora la relazione tra uomo e ambiente, con attenzione alla biodiversità e alla geografia alpina che incornicia le competizioni. L’allestimento sottolinea l’urgenza di ripensare pratiche progettuali e conservazione, tema che rimane centrale nello sviluppo espositivo.

Esperienze immersive e tecnologie

L’allestimento prosegue valorizzando pratiche espositive innovative, in continuità con l’urgenza di ripensare conservazione e progetto. MUSA integra cortometraggi, installazioni in realtà virtuale e allestimenti sonori che estendono il significato delle opere. Le tecnologie non sono fini a se stesse: pongono il pubblico al centro del racconto e offrono percorsi sensoriali che collegano passato e contemporaneità. Questi interventi mirano a rendere tangibile il concetto di evento culturale associato ai Giochi, favorendo partecipazione e accessibilità culturale.

Design, materialità e coerenza progettuale

I precedenti interventi mirano a rendere tangibile il concetto di evento culturale associato ai Giochi e questa sezione prosegue con una riflessione sul progetto espositivo. Il linguaggio del design qui non è ornamento, ma struttura narrativa. Gli elementi scenografici richiamano l’ambiente montano attraverso superfici in alluminio riflettente, pannelli lignei e sistemi modulari che suggeriscono movimento.

Gli allestimenti privilegiano materiali che comunicano leggerezza, temporaneità e adattabilità. Gli arredi, firmati da nomi consolidati nella pratica progettuale, pongono al centro ergonomia e funzionalità. Gli esperti del settore confermano che l’integrazione tra tecnica e gesto rimanda alla disciplina sportiva di alto livello. L’esito è un percorso espositivo coerente, pensato per facilitare fruizione e partecipazione, con attenzione alla sostenibilità dei materiali e alla modularità delle installazioni.

Sedi e dialogo con il territorio

Il progetto si estende oltre la Triennale e propone un rapporto diretto con i luoghi scelti. A Cortina d’Ampezzo gli spazi espositivi dialogano con il paesaggio delle Tofane. A Livigno l’intervento si inserisce nel Centro di Preparazione Olimpica, portando il discorso direttamente nel luogo dell’allenamento.

Le tre sedi condividono un codice progettuale basato sulla modularità e sulla sostenibilità. L’attenzione al contesto guida le scelte materiche e distributive. Il disegno dell’illuminazione funge inoltre da elemento identitario e narrativo, integrando funzione e racconto spaziale.

A seguito del disegno dell’illuminazione, Casa Italia alla Triennale propone un percorso esperienziale pensato per accompagnare i giorni dei Giochi. MUSA interpreta lo sport come pratica culturale che dialoga con arte, architettura e design. Nel progetto la disciplina si combina con il progetto e la visione, offrendo una lettura del Paese in scena attraverso installazioni e allestimenti che privilegiano narrazioni collettive. Gli esperti del settore confermano che l’iniziativa mette al centro valori condivisi e prospettive future, favorendo un confronto tra pubblico e linguaggi creativi della contemporaneità.

Scritto da Giulia Lifestyle

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