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Dal 6 febbraio al 3 maggio 2026 le Gallerie d’Italia – Milano propongono un progetto espositivo che riporta sotto i riflettori un capitolo decisivo della storia sportiva e sociale italiana: Cortina 1956. La mostra, curata da Aldo Grasso e sostenuta da Intesa Sanpaolo in qualità di Banking Premium Partner dei Giochi, raccoglie immagini tratte dall’Archivio Publifoto, attualmente oggetto di un accurato lavoro di restauro, digitalizzazione e catalogazione.
Lanciata nel quadro dell’Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026, l’esposizione mette in scena circa novanta fotografie che raccontano non solo le gare ma il backstage dei VII Giochi Olimpici Invernali del 1956: dai cantieri alle stanze stampa, dalla presenza della televisione alla vita quotidiana degli abitanti e dei visitatori.
Un racconto visivo tra cantieri e celebrazioni
Le fotografie in mostra offrono una narrazione visiva in cui emergono il Trampolino Italia, lo Stadio del Ghiaccio e la pista su Misurina, insieme a immagini di operai al lavoro, atleti in allenamento e volontari impegnati nell’organizzazione. Questo materiale documentario mostra come, nella seconda metà degli anni cinquanta, Cortina d’Ampezzo si trasformò da località alpina a palcoscenico internazionale: l’allestimento delle infrastrutture è ritratto con attenzione ai dettagli, mentre cartelloni pubblicitari e insegne delineano il nuovo volto di un paese che si avvicina al consumo di massa e all’industrializzazione culturale.
Atmosfere e personaggi
Accanto alle vedute d’insieme compaiono figure note e istantanee di vita: la presenza di Sophia Loren come madrina, le squadre nazionali, i giornalisti al lavoro e i turisti curiosi. Queste immagini mettono a fuoco la dimensione umana dell’evento e restituiscono l’atmosfera di un’Italia che, a pochi anni dalla guerra, cerca di riconquistare credibilità internazionale e visibilità mediatica.
La forza dell’archivio: Publifoto e la memoria collettiva
L’Archivio Publifoto, patrimonio conservato da Intesa Sanpaolo, è il cuore della mostra: le fotografie selezionate provengono da un fondo che sta subendo un processo di recupero conservativo e di catalogazione digitale. Questo intervento non è solo tecnico, ma assume valore storico perché permette di ricostruire il contesto — politico, economico e sociale — che fece da sfondo ai Giochi, documentando l’intersezione tra sport, media e sviluppo nazionale.
Restauro e digitalizzazione
Il progetto di restauro e digitalizzazione consente di rendere accessibili immagini in bianco e nero e a colori, preservandone la qualità e permettendo nuove letture interpretative. Il lavoro sull’archivio facilita inoltre studi comparativi e attività didattiche, trasformando fotografie d’epoca in strumenti attuali per comprendere i cambiamenti della società italiana del secondo dopoguerra.
Media e innovazione: la rivoluzione televisiva di Cortina 1956
Un capitolo centrale dell’esposizione è dedicato alla dimensione mediatica: i Giochi di Cortina furono la prima edizione invernale trasmessa in diretta televisiva, offrendo alla neonata Rai un banco di prova importante. Grazie anche a Eurovision, le immagini raggiunsero milioni di spettatori in Europa, contribuendo a costruire l’immagine dell’Italia nell’imminenza del boom economico. Le foto mostrano gli operatori, le attrezzature e i mezzi di trasporto impiegati, documentando un momento di svolta nelle modalità di fruizione delle competizioni sportive.
La copertura televisiva non solo ampliò l’audience, ma trasformò il modo in cui gli italiani percepivano gli eventi internazionali: la presenza costante delle telecamere e delle sale stampa testimonia come lo sport fosse ormai un veicolo di immagine e diplomazia culturale, capace di mettere in scena aperture e dialoghi anche in un contesto segnato dalla Guerra Fredda.
Perché visitare la mostra oggi
Visitare la rassegna alle Gallerie d’Italia significa compiere un viaggio nel tempo per comprendere come un evento sportivo abbia inciso sulla vita quotidiana, sull’urbanistica e sulla comunicazione di un paese in trasformazione. Cortina 1956 emerge qui come simbolo di una fase di rinascita: l’accoglienza di trentadue nazioni, il debutto dell’Unione Sovietica e il dialogo tra blocchi diversi fanno di quei giorni un esempio di apertura internazionale che risuona fino alla XXV edizione delle Olimpiadi invernali.
La mostra, inserita nel programma culturale legato ai Giochi Milano Cortina 2026, rinnova l’impegno di Intesa Sanpaolo e delle Gallerie d’Italia nella valorizzazione della fotografia come strumento di conoscenza e memoria collettiva, offrendo al pubblico una chiave visiva per leggere il passato e riflettere sul presente.