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Il 9 aprile 2026 una folta delegazione della spedizione italiana dei Giochi di Milano-cortina 2026 è stata accolta in udienza nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico. L’evento, che segue la prima tappa al Quirinale per la riconsegna dei Tricolori al presidente della Repubblica, ha visto la presenza di atleti, tecnici e dirigenti, tra cui i presidenti del CONI e del Comitato Paralimpico, e rappresentanti della Fondazione Milano-Cortina. L’atmosfera è stata formale ma cordiale, con un momento di scambio personale tra Sua Santità e i campioni azzurri.
Un discorso incentrato sulla persona e sui valori
Nel suo intervento Papa Leone XIV ha valorizzato lo sport come spazio umano ed educativo, evitando di ridurlo al solo risultato. Ha ricordato che «nessuno vince da solo», insistendo sulla centralità delle relazioni che accompagnano ogni impresa sportiva: famiglie, staff, compagni e comunità. Il Pontefice ha ammonito sui rischi di una prestazione a ogni costo, citando tentazioni come il doping e la trasformazione degli atleti in semplici prodotti di mercato, ed ha esortato a mantenere lo sport fedele alla sua missione di formazione.
Paralimpiadi e trasformazione del limite
Particolare rilievo è stato riservato alle Paralimpiadi, che secondo il Papa mostrano come il limite possa diventare occasione di rivelazione e crescita. L’esempio dei medalisti paralimpici è stato presentato come una testimonianza di resilienza e creatività, in cui l’ostacolo non è esclusione ma possibilità di riscoprire qualità nuove. Questo passaggio ha sottolineato l’importanza dell’inclusione e del rispetto nella pratica sportiva, valori che il pontefice ha definito essenziali per una convivenza civile più ampia.
Gesti simbolici e riconoscimenti
Durante l’udienza il presidente della Fondazione, Giovanni Malagò, ha donato a Papa Leone XIV le tute ufficiali e le fiaccole utilizzate nei Giochi, segno tangibile del collegamento tra istituzioni sportive e istituzione ecclesiastica. Nella Sala Clementina il Pontefice ha salutato uno a uno gli atleti, scambiando strette di mano e raccogliendo attestazioni di stima. Tra i presenti figuravano nomi come Arianna Fontana, Federica brignone, Sofia Goggia, Francesca Lollobrigida, Federico Pellegrino e altri protagonisti dell’edizione casalinga dei Giochi.
Interventi delle autorità sportive
Prima dell’intervento papale hanno preso la parola i vertici dello sport italiano: il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, che ha ringraziato per gli indirizzi morali offerti dalla Chiesa, e il presidente del Comitato Paralimpico, Marco Giunio De Sanctis, che ha richiamato l’attenzione sui temi dell’inclusione e del fair play. Il coordinamento con il Dicastero per la Cultura e l’Educazione e con Athletica Vaticana è stato inoltre riconosciuto come fondamentale per la buona riuscita dell’incontro.
Risonanze e momenti successivi
L’udienza ha avuto eco tra gli atleti, alcuni dei quali hanno espresso commozione per le parole del Santo Padre, che ha parlato di vittoria condivisa e di accettazione della sconfitta senza perdere la dignità. Nel pomeriggio della stessa giornata la delegazione ha incontrato anche il presidente del Consiglio a Palazzo Chigi, dove sono stati consegnati omaggi istituzionali e una bandiera firmata dagli atleti. In piazza, il passaggio del pullman scoperto con i campioni ha chiuso una giornata romana fatta di cerimonie e riconoscimenti.
Il messaggio principale emerso è chiaro: oltre ai risultati cronometrici e alle medaglie, Milano-Cortina 2026 resta memorabile per il richiamo ai valori dello sport come strumento di crescita personale e collettiva. L’incontro in Vaticano ha ribadito che lo sport può contribuire a costruire relazioni più sane, a promuovere l’inclusione e, in un tempo segnato da conflitti e tensioni, a offrire spazi per la tregua e l’incontro.