Medaglie e protagonisti: l’Italia alle Paralimpiadi di Milano-Cortina

La spedizione italiana accumula medaglie tra sci alpino, snowboard e altre discipline: focus su Bertagnolli e Mazzel

Tra il 7 e il 12 marzo 2026 l’Italia ha vissuto giorni intensi alle Paralimpiadi Milano-Cortina 2026, con risultati che hanno acceso l’entusiasmo del pubblico. In diverse piste e snowpark gli atleti azzurri hanno ottenuto medaglie in categorie differenti, mostrando non solo abilità individuali ma anche il valore della collaborazione con le guide e dello staff tecnico. Questo articolo ricostruisce i momenti salienti, mettendo in luce i protagonisti e il significato sportivo delle loro prestazioni.

L’insieme di podi conquistati ha avuto un impatto concreto sul bilancio italiano: il 10 marzo gli azzurri avevano già superato il bottino di Pechino 2026 e si sono avvicinati al record delle tredici medaglie stabilito a Lillehammer. Più che numeri, però, emergono storie di resilienza e adattamento: dagli atleti ipovedenti che gareggiano insieme alle guide fino agli specialisti del para snowboard che dominano i cross, ogni disciplina ha mostrato aspetti tecnici e tattici distinti.

Gli azzurri sul podio: una panoramica

Il gruppo italiano ha raccolto medaglie in vari appuntamenti, confermando la crescita rispetto al passato. Tra i nomi più rilevanti spiccano Giacomo Bertagnolli, Chiara Mazzel, Emanuel Perathoner, René De Silvestro e Federico Pelizzari. Ogni risultato va letto nel contesto della categoria di riferimento: ad esempio, la categoria ipovedenti implica il lavoro sinergico con una guida che comunica traiettorie e ritmo, mentre le classi sitting e standing obbligano a assetti tecnici molto diversi.

Giacomo Bertagnolli

Il 10 marzo Giacomo Bertagnolli, insieme alla guida Andrea Ravelli, ha conquistato l’oro nella combinata della categoria ipovedenti sulla pista Olympia delle Tofane a Cortina d’Ampezzo. Si tratta di una vittoria che ha aggiunto la terza medaglia personale a Milano-Cortina 2026, portando a undici il totale della sua carriera paralimpica. Bertagnolli era già salito sul podio nelle altre gare disputate: argento nel supergigante e bronzo nella discesa libera, mostrando continuità in prove che richiedono sia velocità sia precisione tecnica. Il campione ha dimostrato di saper dosare l’aggressività nei tratti veloci e la concentrazione nelle porte strette dello slalom.

Chiara Mazzel

Chiara Mazzel ha confermato la sua versatilità con più medaglie nelle prove di sci alpino per ipovedenti. Il 9 marzo l’azzurra, in coppia con la guida Nicola Cotti Cottini, ha vinto il Super-G, mentre il 12 marzo, con la guida Fabrizio Casal impiegata per le specialità tecniche, ha ottenuto l’argento nello slalom gigante. Il cambio di guida per le gare tecniche non ha inciso sulla capacità di Mazzel di restare sul podio: la sua esperienza, unita a un approccio tattico misurato nelle linee e nella gestione della velocità, l’ha resa una delle interpreti più efficaci della squadra.

Altre medaglie e risultati di rilievo

Non mancano altri momenti importanti: il 9 marzo Emanuel Perathoner ha conquistato il primo oro italiano nella specialità para snowboard cross SB-LL2, dominando le fasi decisive e replicando il suo ruolo da protagonista dopo il titolo mondiale del 2026. Il 12 marzo René De Silvestro è salito sul secondo gradino del podio nella combinata sitting, mentre il 10 marzo Federico Pelizzari ha ottenuto l’argento nella combinata standing. Inoltre, la famiglia Aigner ha continuato a emergere come riferimento internazionale con risultati di grande spessore nelle categorie ipovedenti.

Impatto tecnico e strategico

Dietro ogni podio c’è un mix di preparazione fisica, assetto tecnico e intesa con le guide quando necessarie. Il ruolo delle guide è cruciale nelle gare degli atleti ipovedenti: la comunicazione in tempo reale influenza traiettoria e velocità, trasformando la gara in un esercizio di sincronizzazione. Nelle specialità sitting e standing le scelte di attrezzatura e la regolazione degli sci o della tavola determinano differenze decisive, mentre nello snowboard cross la lettura del percorso e le scelte di passaggio fanno la differenza nelle fasi decisive.

Bilancio e prospettive

Il bottino di medaglie ottenuto tra il 7 e il 12 marzo 2026 certifica una squadra in crescita, capace di competere su più fronti e di valorizzare atleti esperti e nuovi talenti. La combinazione di risultati tecnici e di velocità mette in evidenza una struttura sportiva solida, attenta alla preparazione e all’adattamento in gara. Con altre prove in programma, l’obiettivo rimane consolidare questo slancio e provare a migliorare ulteriormente il record di medaglie, mantenendo al centro il lavoro di squadra e la cura per dettagli tecnici che, come dimostrano le vittorie, possono fare la differenza.

Scritto da Giulia Romano

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