Medaglie e protagonisti: il bilancio degli azzurri a Milano Cortina

Dai successi nello sci alpino alle sfide di curling e hockey, il team azzurro mette insieme risultati importanti e ambizioni per superare i traguardi del passato

Le Paralimpiadi Milano Cortina 2026 hanno messo in mostra un gruppo azzurro combattivo e capace di risultati di rilievo. Nel corso della manifestazione la spedizione italiana ha raccolto medaglie in più discipline, con un impatto particolare nello sci alpino paralimpico, dove atleti e guide hanno firmato performance di alto livello. Questo articolo ricostruisce i momenti salienti, i principali protagonisti e le altre sfide che hanno contraddistinto la partecipazione italiana, mantenendo il focus sui numeri e sulle storie dietro le gare.

Il racconto parte dai podi conquistati nelle giornate centrali della rassegna e si allarga alle competizioni di squadra come il wheelchair curling e il para ice hockey. Pur senza esaurire il programma completo delle gare, l’analisi evidenzia le dinamiche che hanno portato l’Italia a sognare un bottino superiore rispetto alle edizioni recenti e a puntare a obiettivi ambiziosi per il prosieguo dei Giochi.

Il bilancio e gli obiettivi azzurri

La spedizione italiana ha raccolto, nelle prime fasi della rassegna, un pacchetto di medaglie che ha dato nuova linfa al medagliere azzurro: come riportato, la squadra contava su tre ori, cinque argenti e un bronzo, una progressione che ha riacceso le speranze di superare il risultato numerico delle ultime Paralimpiadi. Il Comitato Italiano Paralimpico ha apertamente dichiarato l’intento di puntare a oltre dieci medaglie complessive, obiettivo che spinge gli atleti a dare il massimo nelle giornate decisive. Sul piano storico, rimangono punti di riferimento le performance passate: a Lillehammer 1994 l’Italia raggiunse 13 podi totali, mentre a Torino 2006 il piazzamento migliore fu il nono posto nel medagliere.

I protagonisti dello sci alpino paralimpico

Lo sci alpino è stato il terreno sul quale si sono registrate le maggiori soddisfazioni azzurre: più atleti si sono distinti nelle differenti categorie (categoria Vision Impaired (VI), standing, sitting) e le guide hanno avuto un ruolo decisivo. Tra i nomi più caldi emergono Chiara Mazzel, Giacomo Bertagnolli, Federico Pelizzari e René De Silvestro, ciascuno protagonista di giornate che hanno alternato adrenalina, rimonta e riflessioni tecniche sui due tracciati del circuito.

Chiara Mazzel: tre podi in tre gare

Chiara Mazzel ha firmato una serie di risultati che raccontano continuità e vena agonistica: il 7 marzo è salita sul podio con un argento nella discesa femminile, il 9 marzo ha conquistato l’oro nel Super-G femminile ipovedenti AS2 insieme alla guida Nicola Cotti Cottini, e il 10 marzo ha aggiunto un ulteriore argento nella combinata alpina (categoria Vision Impaired), confermandosi tra le atlete di punta della spedizione. Il suo percorso dimostra come la gestione della doppia frazione, velocità e tecnica, sia cruciale per chi ambisce alla continuità di risultato in programma così complessi.

Giacomo Bertagnolli, Pelizzari e De Silvestro: tra oro, argenti e rimonta

Giacomo Bertagnolli, con la guida Andrea Ravelli, ha conquistato l’oro nella Combinata maschile, dopo aver raccolto nelle giornate precedenti un argento e un bronzo nelle prove di Super-G e discesa libera. Federico Pelizzari ha portato a casa un argento nella combinata uomini standing, in una prova dove ha superato difficoltà tecniche e ha espresso grande solidità, chiudendo a +1’20” dal vincitore. René De Silvestro, nella categoria sitting, ha centrato un bellissimo argento nella combinata grazie a una rimonta nello slalom che per pochi centesimi non gli ha permesso di ambire all’oro: una prova che mette in luce la sua capacità di reagire alle avversità e la qualità tecnica dello sciatore.

Altri fronti: curling, fondo e hockey

Oltre allo sci alpino, la partecipazione italiana si è articolata su più fronti. Nel wheelchair curling la nazionale a squadre ha alternato risultati positivi, come la vittoria per 8-6 sulla Gran Bretagna in un match particolarmente combattuto dopo il netto 10-0 inflitto alla Slovacchia, e incontri più complicati contro avversarie del Nord Europa. Nel sci di fondo, la Sprint classica 1 km sitting ha riservato amarezze: Giuseppe Romele, grande favorita, ha chiuso la qualificazione al 13° posto mancando il pass per le semifinali per pochi secondi, feedback che costringe la squadra a riflessioni tecniche per le prove successive.

Para ice hockey e altre sfide collettive

Nel para ice hockey gli azzurri hanno pagato scarti pesanti contro formazioni molto solide; la sconfitta per 11-1 contro la Cina ha evidenziato gap da colmare, mentre i turni preliminari hanno registrato risultati molto netti anche in altre partite (ad esempio Canada e Stati Uniti con vittorie schiaccianti in altri incontri). Queste gare collettive rappresentano per la squadra opportunità di crescita tattica e fisica: l’esperienza accumulata in un contesto così competitivo sarà preziosa per il prosieguo del torneo.

Prospettive per il prosieguo dei Giochi

La strada verso la fine dei Giochi resta aperta e l’obiettivo di migliorare il bottino complessivo mantiene alta la tensione. Gli azzurri hanno dimostrato di poter competere ai massimi livelli, soprattutto nello sci alpino paralimpico, ma anche nelle discipline di squadra ci sono segnali di crescita. Nei prossimi giorni conteranno la tenuta mentale, la qualità delle guide e la capacità di trasformare le occasioni in podi: elementi che possono fare la differenza tra una buona partecipazione e una spedizione memorabile.

Scritto da Giulia Lifestyle

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