medaglie e protagonisti: il bilancio azzurro dopo i primi giorni a Milano Cortina

in pochi giorni gli azzurri hanno messo insieme 9 medaglie: un oro, due argenti e sei bronzi tra sci, pattinaggio, biathlon, snowboard e slittino

milano cortina 2026 è partita con il piede giusto per l’Italia: in meno di due giorni di gare gli azzurri hanno già messo in cassaforte 9 medaglie — 1 oro, 2 argenti e 6 bronzi — su piste, ghiacci e tracciati delle località ospitanti. Risultati che raccontano tanto della solidità del movimento nazionale, sia nelle prove di velocità sia nelle discipline tecniche.

Il medagliere iniziale mescola conferme attese e sorprese piacevoli: record battuti sul ghiaccio, doppiette sulla neve e una staffetta di biathlon che ha ribadito la competitività del gruppo. In questo quadro, emergono atleti che hanno saputo leggere la gara e squadre capaci di creare profondità di organico. A completare il quadro, l’analisi dei dati offre spunti utili per capire come preparazione, strategia e gestione del talento abbiano fatto la differenza.

Nei dettagli: la discesa libera maschile sulla Stelvio di Bormio ha regalato all’Italia una doppietta storica. Protagonista è stato il giovane Giovanni Franzoni: alla sua prima esperienza olimpica ha centrato l’argento con una manche precisa e senza sbavature. Al suo seguito, Dominik Paris è salito sul podio con un bronzo che aggiunge valore all’esperienza del veterano. I tempi stretti tra i migliori evidenziano una competizione di altissimo livello e testimoniano l’efficacia del lavoro tecnico e atletico svolto dal settore velocità.

Sulla pista Olympia delle Tofane di Cortina, la discesa femminile ha visto Sofia Goggia conquistare il bronzo, completando il tris di colori nella sua carriera in questa specialità. La Tofane, con i suoi tratti ripidi e tecnici, si è rivelata ancora una volta terreno favorevole per le velociste: la capacità di adattarsi alle condizioni del manto e di leggere il tracciato ha fatto la differenza, come dimostra anche la continuità delle sue prestazioni nel tempo.

Sul ghiaccio, Francesca Lollobrigida ha illuminato Collalbo vincendo l’oro nei 3.000 metri e fissando un nuovo record con 3:54.28 — risultato arrivato proprio nel giorno del suo compleanno. È una conferma della presenza azzurra nelle prove di fondo del pattinaggio di velocità e un segnale incoraggiante in vista delle prossime sfide internazionali. Nel team event del pattinaggio di figura, l’Italia ha raccolto il bronzo grazie a esibizioni solide: dalle coppie di danza Charlene Guignard e Marco Fabbri alle prove tecniche di Sara Conti e Niccolò Macii, fino agli esercizi individuali di Lara Gutmann e Matteo Rizzo, la squadra ha mostrato qualità artistica e consistenza.

Anche nelle altre discipline gli azzurri si sono fatti valere. La staffetta mista di biathlon — con Lisa Vittozzi, Dorothea wierer, Tommaso Giacomel e Lukas Hofer — ha conquistato l’argento dimostrando sangue freddo al poligono e buone scelte di ritmo sugli sci. Nel singolare maschile di slittino Dominik Fischnaller ha portato a casa un bronzo, mentre nello snowboard il gigante parallelo ha regalato un podio tutto italiano: Lucia Dalmasso ha battuto in finale l’azzurra Elisa Caffont per aggiudicarsi il bronzo, segnale di una sana rivalità interna che spinge il livello verso l’alto. Sempre sul ghiaccio, nei 5.000 metri di pattinaggio di velocità Riccardo Lorello ha conquistato il bronzo, confermando la tenuta tecnica e la gestione della fatica sulle distanze maggiori.

Dietro questi numeri ci sono scelte di fondo: programmi di allenamento mirati, rotazioni ponderate delle formazioni e una crescita del vivaio che sta iniziando a produrre risultati concreti. La fotografia dopo i primi giorni — 1 oro, 2 argenti e 6 bronzi — posiziona l’Italia tra le nazioni più attive del medagliere e mette in luce la varietà delle specialità in cui siamo competitivi.

Guardando avanti, le prestazioni raccolte finora offrono indicazioni strategiche per le federazioni: dove investire, come gestire il turnover e quali aggiustamenti tecnici adottare per puntare a podi più alti. L’equilibrio tra esperienza e ricambio generazionale che si è visto finora è una carta importante per sostenere risultati nel medio periodo.

Nei prossimi giorni sarà interessante vedere come risponderanno gli atleti alle scelte di selezione e ai ritmi serrati: il recupero, la gestione delle energie e le scelte tattiche potranno ancora cambiare gli equilibri del medagliere. In ogni caso, Milano cortina 2026 ha già mostrato un’Italia pronta a recitare un ruolo da protagonista sulle neve e sul ghiaccio.

Scritto da Giulia Romano

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