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La giornata alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 ha visto un nuovo acuto azzurro: Chiara Mazzel ha conquistato la medaglia d’oro nel super‑G ipovedenti grazie a una prova solida e precisa. Sul tracciato della pista Olympia delle Tofane la sciatrice trentina, affiancata dalla guida Nicola Cotti Cottini, ha fermato il cronometro sul tempo di 1’14\”84, mettendo in luce una progressione che va ben oltre il singolo risultato.
Questo successo arriva dopo l’argento ottenuto nella discesa libera e segna il secondo podio per Mazzel a questi Giochi. La prova di ieri conferma anche l’efficacia del lavoro di squadra tra atleta e guida, elemento fondamentale nelle gare per gli atleti ipovedenti. Dietro di lei si sono piazzate la austriaca Veronika Aigner e la slovacca Alexandra Rexova, concorrenti abili e costanti nel circuito internazionale.
La gara e il podio
La manche di super‑G ha proposto pendenze e cambi di ritmo che hanno messo alla prova equilibrio e decisione degli atleti. Mazzel ha affrontato il tracciato con determinazione, sfruttando ogni riferimento fornito dalla guida per interpretare le traiettorie migliori; il risultato è stato il miglior tempo complessivo. Alle sue spalle l’argento di Veronika Aigner, a soli 0,60 secondi, e il bronzo di Alexandra Rexova, a 4,85 secondi, testimoniano la qualità della competizione. Inoltre, la quarta posizione di Martina Vozza con la guida Ylenia Sabidussi sottolinea la forza della delegazione italiana nelle discipline alpine paralimpiche.
Tempi, distacchi e lettura della prova
Il dato cronometrico di 1’14\”84 rappresenta più di un semplice numero: è la sintesi di scelte tecniche e di sincronizzazione tra sciatrice e guida. Il distacco di 0,60 secondi che separa Mazzel da Aigner è sottile ma decisivo in una gara di velocità, mentre i 4,85 secondi che portano al bronzo indicano differenze di linea e gestione della velocità. In questo contesto la capacità di prendere decisioni rapide e fidarsi delle indicazioni acustiche o verbali della guida è una competenza specifica che fa la differenza ai massimi livelli.
Il percorso personale di Chiara Mazzel
La storia sportiva di Chiara Mazzel è caratterizzata da una rapida ascesa: colpita da glaucoma all’età di 18 anni, che le ha tolto progressivamente gran parte della vista, ha iniziato a sciare nel 2019 e in pochi anni ha accumulato successi rilevanti. Nel suo palmarès figurano 3 ori mondiali e 8 vittorie in Coppa del Mondo, numeri che raccontano una carriera costruita con lavoro e adattamento. A questi Giochi paralimpici Mazzel è iscritta a tutte le prove dell’alpino e affronterà un programma di cinque gare, confermando il suo ruolo di protagonista nella categoria.
Impatto e resilienza
L’evoluzione di Mazzel è un esempio di resilienza: trasformare una perdita della vista in uno stimolo per eccellere nello sport richiede non solo qualità tecniche ma anche forza mentale. L’atleta delle Fiamme Gialle ha saputo impostare allenamenti specifici, sfruttando gli strumenti disponibili e il supporto delle guide per ottimizzare traiettorie e tempi di reazione. Questo approccio multidisciplinare, che unisce preparazione fisica, fiducia reciproca e strategia di gara, è alla base della sua consistenza internazionale.
Ruolo delle guide e significato per la spedizione italiana
Nel sistema delle gare per atleti ipovedenti la figura della guida è cruciale: nel caso di questo super‑G la sinergia tra Chiara Mazzel e Nicola Cotti Cottini è stata determinante per ottenere l’oro. Per le prove tecniche come gigante e slalom Mazzel tornerà a gareggiare con la sua guida storica, Fabrizio Casal, dimostrando come la gestione delle relazioni tecniche sia parte integrante della strategia. Il successo odierno rappresenta inoltre la seconda vittoria della spedizione italiana a questi Giochi, un segnale positivo per il prosieguo della manifestazione.
Accanto a questo risultato femminile si registrano anche prestazioni importanti nel settore maschile, con atleti come Giacomo Bertagnolli (argento nel super‑G con la guida Andrea Ravelli) che confermano il valore complessivo del team azzurro. Complessivamente, la giornata rafforza l’idea che la combinazione tra talento individuale, preparazione mirata e collaborazione con le guide sia la chiave per ambire a nuovi podi nei prossimi appuntamenti delle Paralimpiadi.