Manifesti di montagna e il patrimonio del Museo Nazionale della Montagna

Un viaggio tra locandine, saggi e archivi che svela il ruolo dei manifesti nel raccontare alpinismo, esplorazione e avventura

Dietro ogni museo si nasconde un archivio che spesso resta invisibile al grande pubblico: depositi, cataloghi e materiali riservati alla consultazione raccontano storie parallele a quelle esposte. Il volume Film delle montagne. Manifesti, curato da Aldo Audisio e Angelica Natta-Soleri, è un invito a esplorare proprio questo doppio: le immagini promozionali che hanno accompagnato il cinema di montagna e l’alpinismo attraverso decenni di grafica e comunicazione.

Il libro nasce come selezione dei pezzi più significativi conservati nell’Area Documentazione del Museo Nazionale della Montagna (CAI-Torino). Tra le pagine emergono non solo locandine di pellicole, ma anche materiali legati al turismo, alla pubblicità e al collezionismo, che insieme ricostruiscono un panorama visivo ricco e spesso sorprendente.

Il patrimonio del Centro Documentazione

Il cuore della raccolta è il Centro Documentazione, che convoglia in un’unica sede la cineteca, la videoteca, archivi specializzati e la Biblioteca Nazionale CAI. Questo insieme di istituti custodisce materiali di valore storico e iconografico: manifesti originali, fotografie inedite e oggetti che documentano pratiche, mode e narrazioni legate alla montagna. Le immagini promozionali, spesso pensate per colpire lo spettatore in poche righe e colori, rivelano scelte estetiche e culturali che vanno oltre il contenuto dei film.

Cosa contiene la collezione

La sezione esaminata nel volume include manifesti cinematografici, poster turistici e locandine commerciali: pezzi che, messi a confronto, raccontano l’evoluzione del gusto grafico e della comunicazione. Le schede di catalogo fornite nel libro registrano dettagli come l’autore dell’illustrazione, la nazione di produzione e le pellicole associate, offrendo al lettore un quadro organizzato e consultabile del materiale conservato. L’archivio diventa così una fonte primaria per chi studia la storia del cinema e delle rappresentazioni alpine.

Il libro: struttura e scelte editoriali

Film delle montagne. Manifesti è pubblicato da Priuli & Verlucca e si presenta come un volume robusto e illustrato: edizione 2008, 350 pagine, formato 22 x 28 cm, cartonato e stampato a colori. L’opera combina apparati critici e una ricca selezione iconografica: testi introduttivi, saggi di approfondimento e schede tecniche accompagnano le immagini per collocarle in un contesto storico e culturale preciso.

Gli autori e i saggi

Il volume ospita contributi di più voci: saggi come “Film di carta” di Aldo Audisio e saggi di autori quali Jean-Louis Capitaine, Giuseppe Saglio, Roberto Mantovani, Roberto Serafin e Gianluigi Bozza esplorano i diversi aspetti del manifesto come oggetto culturale. Gli apparati, curati da Audisio, Antonella Lombardo e Natta-Soleri, comprendono schede filmografiche, elenchi di nazioni, nomi degli illustratori e una bibliografia utile a chi vuole approfondire.

Perché i manifesti contano

I manifesti non sono semplici strumenti pubblicitari: sono finestre sul modo in cui le società immaginano le montagne e gli avventurieri che le abitano. Un manifesto può sintetizzare miti, paure e aspirazioni collettive in un’immagine; a volte la grafica racconta una storia diversa rispetto alla pellicola che promuove. Leggere questi documenti significa dunque interpretare simboli, icone e stereotipi che hanno contribuito a costruire l’idea stessa di montagna nell’immaginario pubblico.

Il volume è pensato per un pubblico ampio: studiosi di cinema e comunicazione, appassionati di alpinismo, collezionisti e visitatori del museo che desiderano approfondire il rapporto tra immagine e narrazione. Grazie a un equilibrio tra saggio critico e valorizzazione dell’archivio, il libro trasforma il materiale d’archivio in racconto accessibile e stimolante, accompagnando il lettore in un percorso visivo e storico che va oltre la semplice esposizione delle immagini.

Per chi è curioso di esplorare ulteriormente, il volume rimanda agli archivi e alle risorse del Centro Documentazione e della Cineteca Storica, invitando alla consultazione diretta dei fondi. L’opera, con EAN 9788880684114, resta un punto di riferimento per chi vuole capire come il manifesto abbia contribuito a disegnare l’immaginario delle vette e del cinema che le racconta.

Scritto da Roberto Conti

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