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Il 7 febbraio 2026, Milano ha ospitato una significativa manifestazione contro le Olimpiadi invernali in programma a Milano-Cortina. Il corteo, organizzato dal Comitato Insostenibili Olimpiadi, ha visto la partecipazione di oltre 3.000 persone, unite nel loro dissenso verso quello che considerano un evento insostenibile per la città e le sue montagne.
Il corteo e le sue motivazioni
Il corteo è partito da Porta Romana, attraversando diverse zone della città, incluso il Villaggio Olimpico. I manifestanti hanno esposto striscioni con messaggi significativi, come “Riprendiamoci le città, liberiamo le montagne”. Questa frase rappresenta un forte richiamo alla necessità di tutelare il patrimonio naturale e urbano, minacciato dalla speculazione legata agli eventi olimpici.
Espressione creativa della protesta
Durante la marcia, alcuni partecipanti hanno lanciato fumogeni e fuochi d’artificio dal cavalcavia dell’ex Scalo di Porta Romana, diretti verso il Villaggio Olimpico. Questa azione ha rappresentato non solo una manifestazione di protesta, ma anche un modo per attirare l’attenzione sull’impatto ambientale e sociale delle Olimpiadi. Striscioni come “Binary is for trains” e “Go trans athletes” hanno messo in luce le problematiche legate alla mobilità e all’inclusività nello sport.
Contro la presenza dell’ICE
Un tema centrale della protesta è stata l’opposizione alla presenza dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) degli Stati Uniti, criticato per la gestione della sicurezza durante l’evento olimpico. I manifestanti hanno sventolato uno striscione con la scritta “ICE out of Milan”, esprimendo il loro disappunto per la militarizzazione della sicurezza in occasione delle Olimpiadi.
Il momento culminante della protesta
All’arrivo nel quartiere Corvetto, il clima è diventato più teso. Qui, i manifestanti hanno issato diversi striscioni contro la gentrificazione e la speculazione immobiliare, chiedendo “Case alle famiglie, fuori le divise dal quartiere”. I cori, alcuni dei quali rielaborati da canzoni popolari, denunciavano l’impatto negativo delle Olimpiadi sulla vita dei residenti e sull’ambiente montano.
Scontri e reazioni delle forze dell’ordine
Le tensioni sono aumentate quando un gruppo di manifestanti si è separato dal corteo principale, cercando di dirigersi verso la tangenziale est. Le forze dell’ordine hanno risposto con cariche e l’uso di idranti, generando momenti di confusione e scontro. È stato riportato che sei persone sono state fermate per identificazione dopo gli incidenti, ma non ci sono stati feriti gravi tra i manifestanti.
Nonostante le tensioni, la manifestazione si è conclusa senza ulteriori incidenti significativi. I partecipanti hanno continuato a esprimere le loro preoccupazioni riguardo alle Olimpiadi e alle politiche locali che influenzano la vita quotidiana dei cittadini. Il corteo ha rappresentato un chiaro segnale della crescente opposizione a eventi percepiti come insostenibili e distruttivi per le comunità locali.
La manifestazione di Milano ha rappresentato non solo un evento di protesta, ma anche un’importante occasione di dialogo sulle questioni urbane, ambientali e sociali legate all’organizzazione delle Olimpiadi. Con l’avvicinarsi dell’evento, è probabile che le discussioni e le manifestazioni su questi temi continueranno a crescere, riflettendo una società sempre più consapevole e attiva nella difesa dei propri diritti e del territorio.