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Con l’approssimarsi dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, si sollevano interrogativi cruciali riguardo alla sostenibilità e all’impatto di questo grande evento. Presentati come i Giochi più ecologici mai realizzati, in realtà, molti dei principi di sostenibilità sembrano rimanere solo sulla carta. I problemi non riguardano solo l’ambiente, ma anche le implicazioni sociali ed economiche, come evidenziato dal progetto di ricerca “Giochi Preziosi” di Beatrice Citterio. In questo articolo, esploreremo cinque contraddizioni significative legate a queste Olimpiadi.
Impatto ambientale e sostenibilità
Le Olimpiadi di Milano Cortina si proclamano come un evento ecologicamente sostenibile, ma le evidenze suggeriscono il contrario. L’analisi condotta daScientists for Global ResponsibilityeNew Weather Instituteevidenzia che le emissioni generate dai Giochi potrebbero portare a una riduzione di 2,3 chilometri quadrati di manto nevoso e a oltre 14 milioni di tonnellate di ghiaccio dei ghiacciai. Per rendere il quadro ancora più preoccupante, l’impatto climatico aumenterebbe drammaticamente se si considerassero le tre principali aziende sponsor, notoriamente inquinanti.
Effetti sulla biodiversità
La necessità di nuovi impianti e strutture ha un costo significativo per l’ecosistema locale. Gli interventi di costruzione, come la cabinovia nella zona di Cortina d’Ampezzo, hanno già causato danni visibili. Molti cittadini hanno sollevato la loro voce contro la cementificazione aggressiva, ma i lavori sembrano procedere inarrestabili, ignorando le preoccupazioni ambientaliste.
Costi e finanziamenti crescenti
La candidatura iniziale delle Olimpiadi prevedeva un budget di circa 1,36 miliardi di euro, ma ora si stima che le spese totali possano superare i 5,4 miliardi. Questa crescita esponenziale delle spese suscita interrogativi su chi coprirà il surplus. Le promesse di non utilizzare fondi pubblici si stanno rivelando inconsistenti, con il rischio che i contribuenti debbano farsi carico delle spese non previste.
Opere incompiute e inefficienze
Un ulteriore aspetto preoccupante è che il 57% delle opere infrastrutturali legate ai Giochi non sarà ultimato entro l’inizio delle Olimpiadi. Le scadenze slittano e molte delle strutture promettenti rimarranno inutilizzate durante l’evento, aggravando ulteriormente il costo per la collettività.
Il valore della pace nel contesto olimpico
Tradizionalmente, i Giochi Olimpici dovrebbero rappresentare un momento di unità e pace, ma i recenti sviluppi suggeriscono un cambiamento di rotta. La presenza di sponsor legati all’industria bellica, comeLeonardo, mette in discussione questa idea. Non solo si accettano finanziamenti da aziende controversie, ma anche gli atleti di paesi coinvolti in conflitti vengono accolti, mentre si escludono atleti di nazioni rivali.
Implicazioni per le comunità locali
Le promesse iniziali di sviluppo turistico e di creazione di posti di lavoro sono spesso contraddette dalla realtà delle edizioni passate delle Olimpiadi. Le città ospitanti si ritrovano sovente con impianti abbandonati e quartieri degradati. A Milano Cortina, già si avvertono gli effetti della speculazione immobiliare, con un aumento del costo della vita e della gentrificazione.
Critiche e mancanze
Nonostante le promesse di trasparenza e attenzione ambientale, molti progetti non sono stati sottoposti a valutazioni d’impatto. La nuova pista di bob a Cortina d’Ampezzo ha visto i costi lievitare senza una chiara visione per il futuro, contribuendo a una crescente frustrazione tra gli abitanti.
In vista dell’inaugurazione dei Giochi Invernali 2026, è fondamentale riflettere sulle contraddizioni emerse. L’appello è chiaro: il Comitato Olimpico Internazionale deve affrontare queste problematiche e lavorare per liberare i Giochi dall’influenza di aziende inquinanti. Solo così si potrà garantire un futuro migliore per gli sport invernali e per le comunità coinvolte.