Un attacco violento e inspiegabile ha sconvolto Milano sabato mattina. Alle 7.20, in un bar di via Capecelatro, un uomo di 55 anni è stato accoltellato ripetutamente da un giovane sconosciuto. La vittima, un informatico di nome Gerardo P., è in gravi condizioni e lotta per la vita in ospedale. L’aggressore, Lamin Saidilly, un 22enne di origini gambiane, è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di tentato omicidio.
Un attacco senza motivo apparente
Lamin Saidilly è arrivato al bar La Giada con un’andatura apparentemente tranquilla. Vestito di nero con il cappuccio della tuta calato sulla fronte e uno scaldacollo a coprirgli il volto, si è avvicinato a Gerardo P. senza proferire parola. Con un coltello di 21 centimetri, ha sferrato una serie di fendenti alla schiena, al collo, al torace e all’addome della vittima. Gerardo P. ha cercato di reagire, ma è stato trafitto da una ventina di coltellate.
La reazione del padre e dei testimoni
Il padre di Gerardo P., Costantino, 78 anni, ha cercato di fermare l’aggressore. Con l’aiuto di altri clienti del bar, tra cui due muratori egiziani, è riuscito a bloccare Saidilly e a strappargli il coltello. La polizia è arrivata poco dopo e ha arrestato il 22enne. Durante l’arresto, Saidilly ha dichiarato agli agenti: «Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio».
Le indagini e il profilo dell’aggressore
Le indagini hanno rivelato che Saidilly era sparito da casa una settimana prima dell’attacco. Il giovane, nato in Italia da genitori gambiani e residente a Conegliano Veneto, non ha precedenti penali in Italia. Tuttavia, la polizia sta verificando se possa essere coinvolto in un altro accoltellamento avvenuto a Leeds nel 2026. In tasca, Saidilly aveva alcuni bigliettini scritti a mano in inglese con frasi motivazionali come «Credi in te stesso» e «Non lasciarti abbattere dal dolore».
Il pubblico ministero Elio Ramondini ha contestato a Saidilly l’accusa di tentato omicidio con l’aggravante della premeditazione. Secondo il pm, Saidilly è uscito in strada con l’intenzione di uccidere qualcuno a caso. Il vicepremier Matteo Salvini ha commentato le parole dell’aggressore definendole «allucinanti» e ha chiesto che non esca più dal carcere.
La vittima e le sue condizioni
Gerardo P., informatico di 55 anni, è stato soccorso dai sanitari di Areu e trasportato in gravi condizioni al Niguarda. Le sue condizioni sono ancora critiche, con danni al polmone destro e al fegato. La prognosi rimane riservata. L’uomo è padre di una ragazza di 16 anni e vive con la famiglia al Giambellino, a pochi chilometri dal luogo dell’aggressione.
Lunedì 6 luglio, Saidilly sarà interrogato dal gip Luigi Iannelli nel carcere di San Vittore. Mentre la sua vittima lotta ancora per la vita, le indagini continuano per capire i motivi di questo attacco inspiegabile.



