La torcia olimpica di Milano-Cortina: il mistero di Fertonani svelato

Un'altra polemica si aggiunge al dossier olimpico di Milano-Cortina, con l'inserimento di un ex ciclista, squalificato per doping, tra i tedofori della manifestazione.

Le Olimpiadi di Milano-Cortina hanno già sollevato polemiche, non solo per la presenza di celebrità poco legate al mondo dello sport, ma anche per scelte che mettono in discussione l’integrità olimpica. Tra le figure selezionate per portare la fiaccola olimpica, è emerso il nome di Marco Fertonani, un ex ciclista con un passato controverso legato al doping.

Questo episodio ha riacceso il dibattito su come vengono scelti i tedofori e sulla necessità di rispettare i principi fondamentali dello sport. La fiaccola olimpica, simbolo di unità e rispetto, è stata affidata a qualcuno che, secondo il regolamento, non avrebbe dovuto essere incluso nel gruppo dei portatori.

La selezione dei tedofori a Milano-Cortina

Recentemente, il Fatto Quotidiano ha portato alla luce il problema dei criteri utilizzati per la selezione dei tedofori. In particolare, si è evidenziato come molti di loro siano stati scelti non per meriti sportivi, ma per la loro visibilità o per legami personali con i membri del comitato organizzatore. Questo ha portato a un’esclusione di atleti storici, come Silvio Fauner e Giorgio Di Centa, a favore di influencer e personaggi del mondo dello spettacolo.

Il caso di Marco Fertonani

Fertonani, attivo nel ciclismo all’inizio degli anni 2000, ha subito una squalifica di due anni nel 2007 dopo essere risultato positivo al testosterone. Pur avendo ricostruito la propria vita come imprenditore, la sua inclusione nella lista dei tedofori rappresenta una violazione evidente delle norme olimpiche. Il regolamento, infatti, esclude categoricamente chiunque abbia una condanna per doping.

Nonostante il suo passato, Fertonani non dovrebbe essere penalizzato a vita. Tuttavia, la scelta di includerlo solleva interrogativi sulla serietà con cui sono stati applicati i criteri di selezione. Secondo quanto riportato, il suo nome è stato suggerito da un partner commerciale e non direttamente dal comitato organizzatore, il che ha portato a un controllo superficiale da parte delle autorità competenti.

Altri casi controversi

La situazione non si limita a Fertonani. Un altro esempio è Daniele Santini, ex canoista di successo, anch’egli con un passato di doping. Sebbene non abbia portato la fiaccola, ha partecipato come flame angel, una figura che accompagna la torcia. La sua presenza ha suscitato discussioni, soprattutto considerando che ci sono atleti rispettabili che sono stati esclusi da queste celebrazioni.

Le conseguenze per l’immagine olimpica

La polemica sollevata dalla selezione di tedofori con storie discutibili mette in luce una problematica più ampia legata all’immagine delle Olimpiadi. La scelta di personaggi controversi rischia di sminuire il significato della manifestazione, che dovrebbe rappresentare i valori di fair play e rispetto. È fondamentale, dunque, che le istituzioni si impegnino a garantire che la selezione degli atleti rispetti tali principi, evitando che il glamour e la notorietà prendano il sopravvento sui meriti sportivi.

Il caso di Fertonani e di altri ex atleti con un passato di doping evidenzia la necessità di una riflessione profonda sulla selezione dei tedofori e sull’integrità dello spirito olimpico. Milano-Cortina ha l’opportunità di dimostrare che lo sport può e deve essere un esempio di eccellenza e correttezza.

Scritto da Max Torriani

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