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Il progetto Ski-Ability nasce con l’obiettivo di offrire ai gestori degli impianti sciistici uno strumento pratico per misurare e migliorare la accessibilità del proprio territorio. Presentato dagli enti coinvolti come risposta alla necessità di integrare servizi e infrastrutture, il progetto indica tre aree pilota — Bellamonte-Alpe Lusia, Colere e Piani di Bobbio — dove sperimentare un modello replicabile. L’annuncio è stato diffuso in data Giovedì 19 Marzo, 18:59, e riflette una collaborazione istituzionale e tecnica che punta a trasformare le buone intenzioni in interventi concreti.
Un kit pratico per valutare l’accessibilità
Al centro dell’iniziativa c’è un tool kit strutturato per consentire l’autovalutazione dei comprensori. Si tratta di una raccolta di sezioni tematiche e domande costruite da un gruppo multidisciplinare, in collaborazione con la Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici (FISIP) e il Comitato Paralimpico Italiano (CIP). L’intento è offrire ai gestori un percorso chiaro: identificare criticità, coinvolgere i fornitori di servizi e pianificare interventi su trasporto, parcheggi, impianti di risalita e servizi di ristorazione e alloggio. Il kit non è un vademecum astratto ma uno strumento operativo pensato per essere applicato sul campo e aggiornato in base alle esigenze locali.
Che cosa valuta il kit
Le domande del tool kit esplorano ambiti diversi: accessi esterni, percorsi interni, disponibilità di ausili specializzati, presenza di personale formato e qualità dell’informazione digitale necessaria alla pianificazione. Con un approccio modulare, il kit analizza la possibilità di fruire della giornata sulla neve in autonomia, chiedendosi se uno sciatore con disabilità possa utilizzare i servizi senza accompagnatore. Questa valutazione valorizza sia gli aspetti tecnici — come rampe e impianti adattati — sia quelli logistici, ad esempio navette attrezzate e parcheggi dedicati.
Partnership e aree pilota
In Italia il progetto vede la partecipazione di Regione Lombardia e della Provincia Autonoma di Trento, coordinate con la Comunità di Lavoro ArgeAlp e supportate dall’Università di Brescia. I tre comprensori scelti come laboratori sono destinati a testare soluzioni replicabili in altri contesti alpini: la società SIT Bellamonte SpA ha già ottenuto il Marchio Open, segnale tangibile di impegno verso servizi accessibili. Questi esempi serviranno a dimostrare come interventi anche relativamente semplici possano cambiare radicalmente l’esperienza di chi ha una disabilità.
Ruolo degli stakeholder locali
Il primo soggetto chiamato all’azione è il gestore dell’impianto, ma il successo dipende dalla capacità di coinvolgere titolari di ristoranti, strutture ricettive, servizi di trasporto e operatori turistici. L’obiettivo è creare una rete integrata in cui ogni anello rispetti criteri minimi di accessibilità: dalla segnaletica alle informazioni online, fino all’adeguamento degli spazi comuni. Questo approccio ad «ecosistema» permette di trasformare interventi isolati in una strategia coordinata che aumenta la qualità dell’offerta turistica per tutti.
Accessibilità come leva di sviluppo
Per Alberto Arenghi dell’Università degli Studi di Brescia, il valore dell’accessibilità va oltre l’etica: è una leva di sviluppo territoriale. Investire in spazi fruibili significa aumentare la sostenibilità economica dei comprensori, attrarre nuovi segmenti di domanda e valorizzare le comunità locali. Il progetto è pensato come un laboratorio per sperimentare pratiche inclusive che possano diventare standard per il settore, promuovendo l’idea che una montagna accessibile sia una montagna più viva e sostenibile.
Perché investire ora
La montagna continua ad essere percepita come luogo di libertà, ma resta spesso difficile da frequentare per molte persone. Secondo il Consiglio dell’Unione Europea, circa 101 milioni di cittadini europei (il 27% della popolazione) vivono con una forma di disabilità; a livello globale sono circa 650 milioni (15%). Tradurre questi numeri in opportunità richiede progettazione consapevole e investimenti mirati: rendere accessibili gli ambienti montani significa rispondere a esigenze diffuse e creare valore sociale ed economico.
In sintesi, Ski-Ability propone un percorso concreto fatto di strumenti, partnership e sperimentazioni locali. Partendo dalla autovalutazione dei comprensori e dalla collaborazione tra istituzioni, università e operatori, il progetto mira a costruire un modello replicabile che renda gli impianti sciistici più inclusivi, sicuri e sostenibili per tutti.