Argomenti trattati
Se cerchi un’escursione che combini paesaggi selvaggi, rilievi rocciosi e tracce tangibili della Prima Guerra Mondiale, la traversata che porta a Cima Levante nelle Piccole Dolomiti è un’ottima scelta. Questo itinerario, ideale per escursionisti allenati, offre lunghi tratti di mulattiera storica, grotte e postazioni militari riadattate a sentieri.
La partenza è al Rifugio Revolto (Selva di Progno, VR) e il giro si sviluppa su circa 23 km con un dislivello positivo intorno ai 1.500 m. Lungo il tracciato si alternano salite impegnative e tratti più dolci che conducono a punti panoramici come Cima Carega (2.259 m) e poi verso cime minori, con soste possibili in rifugi come Scalorbi e Fraccaroli.
Perché affrontare questo itinerario
Oltre alla componente fisica, il valore dell’itinerario risiede nella fusione tra natura e memoria storica. Le caratteristiche geologiche delle Piccole Dolomiti, con le loro guglie e pinnacoli di dolomia, ricordano le vette più alte delle Dolomiti; l’altezza ridotta non diminuisce però l’impatto scenografico. I camminamenti militari, le trincee e i ricoveri che incontrerai sono tracce concrete della vita in quota durante la guerra e conferiscono al percorso un’intensità particolare.
Paesaggio e fauna
Durante la traversata è frequente l’avvistamento di camosci e di rapaci che sorvolano le valli: osservare questi animali nel loro ambiente è uno dei piaceri del cammino. Le pietraie, le selle erbose e i canaloni che risalgono tra le guglie creano scenari molto suggestivi; in condizioni di nebbia la suggestione delle strutture militari è amplificata, mentre con cielo sereno si godono vedute sul Monte Pasubio e sulle catene circostanti.
Descrizione dell’itinerario passo passo
Dal parcheggio a Rifugio Revolto (raggiungibile da Giazza seguendo una provinciale e una forestale per circa 6 km) si imbocca il sentiero 108b che porta a Rifugio Fraccaroli. La salita comprende rampe su strada militare originaria e varianti che tagliano i tornanti attraverso sentieri secondari. Al Rifugio Scalorbi si prosegue sulla lunghissima mulattiera di guerra, caratterizzata da muri a secco e placche rocciose che raccontano la storia del luogo.
Dal Rifugio Scalorbi a Capanna Sinel
Superata una selletta erbosa con antichi ricoveri, si attraversano tratti semi-pianeggianti fino a Bocchetta Mosca e si incontrano grotte utilizzate durante il conflitto. Proseguendo si raggiungono cenge e canaloni che portano a Capanna Sinel, un punto di sosta ricco di storia e spesso frequentato da camosci. Qui il paesaggio si apre su passaggi rocciosi e mulattiere che tengono viva la memoria della rete di collegamento tra le linee di montagna.
Verso Cima Levante
Dalla Capanna Sinel il sentiero sale in circa 35-40 minuti a Cima Levante (2.020 m), che si presenta come un rilievo isolato nella porzione nord-occidentale del Carega. In vetta sono ancora visibili postazioni e trincee che ne testimoniano il ruolo di caposaldo strategico durante la guerra. Le condizioni meteorologiche possono compromettere la vista panoramica, ma l’atmosfera rimane comunque suggestiva.
Ritorno, logistica e sicurezza
Per il ritorno si possono scegliere varianti più lunghe come il cosiddetto “sentiero delle trincee”, oppure tornare direttamente a Capanna Sinel e riscendere verso il Rifugio Fraccaroli e il punto di partenza. È fondamentale prevedere equipaggiamento adeguato: giacca impermeabile, copri-zaino, mappa o traccia GPX e scarpe adatte a terreni rocciosi. Considera che il percorso è classificato difficile per lo sviluppo e il dislivello, ma non presenta tratti attrezzati o ferrate.
Punti di appoggio e contatti utili
Verifica sempre gli orari di apertura dei rifugi prima di partire. Tra i riferimenti utili: Rifugio Boschetto (Selva di Progno VR) tel. 0457847005; Rifugio Pertica (Ala TN) tel. 3289689090; Rifugio Scalorbi (Passo Pelagatta, Ala TN) tel. 3356242230; Rifugio Fraccaroli (Cima Carega, Ala TN) tel. 3534408353. Capanna Sinel è gestita da volontari ed è consigliabile informarsi presso la SAT Ala Trento prima di fare affidamento sulla sua disponibilità.
Note finali
La traversata è consigliata da giugno a ottobre, in assenza di neve; la traccia GPX è spesso condivisa dagli escursionisti per facilitare l’orientamento. Infine, rispetta i luoghi storici incontrati lungo il cammino: sono monumenti di memoria che arricchiscono l’escursione e meritano cura e attenzione.