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Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 si avvicinano rapidamente, ma dietro l’entusiasmo per l’evento si cela un quadro complesso riguardante l’implementazione delle infrastrutture necessarie. Con un budget di 3,54 miliardi di euro e un programma che include 98 interventi, solo una piccola parte di queste opere sarà pronta per l’inizio dei Giochi.
La situazione attuale mostra che solo il 13% del budget è destinato a strutture specificamente legate ai Giochi, come impianti sportivi e strutture di accoglienza, mentre una percentuale significativamente più alta, l’87%, riguarda opere di legacy, progettate per restare nel territorio ben oltre il 2026.
I fatti
Un recente rapporto elaborato da Open Olympics 2026, in collaborazione con diverse organizzazioni della società civile, ha messo in luce le difficoltà nella realizzazione delle opere. Secondo il documento, solo 42 dei 98 progetti saranno completati prima dell’inizio delle Olimpiadi, il che significa che il 57% delle opere rimarrà in fase di costruzione anche dopo l’evento. Questa situazione solleva domande sulla capacità di garantire un’esperienza fluida per atleti e spettatori.
Tempistiche e spese inattese
Il report evidenzia che nel 2026 il 73% delle opere ha subito ritardi, alcune addirittura superiori ai tre anni. Inoltre, il costo complessivo del piano è aumentato di 157 milioni di euro nei primi dieci mesi del 2026. Tuttavia, non è chiaro chi coprirà questi costi extra, dato che il portale ufficiale non fornisce informazioni dettagliate sui finanziamenti.
Impatto sui cittadini e sull’ambiente
Con la maggior parte delle spese destinate a opere di legacy, i cittadini si trovano a dover affrontare disagi significativi. Ad esempio, nei pressi del cantiere di Santa Giulia a Milano, gli effetti sui trasporti sono già evidenti, con code e rallentamenti che influenzano la vita quotidiana delle persone residenti. Questo aumento dei tempi di viaggio rappresenta un costo non discusso ma palpabile per i cittadini.
In aggiunta, si pone la questione delle emissioni di CO2 legate ai lavori. Tra i dati mancanti, il Comitato Olimpico Internazionale richiede la registrazione delle impronte carboniche delle opere, ma queste informazioni non risultano disponibili nel report.
La situazione per le Paralimpiadi
Allo stesso tempo, le Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026 si trovano ad affrontare sfide significative. Nonostante un budget di 387 milioni di euro per garantire l’accessibilità, gran parte di questi fondi è ancora bloccata al Ministero delle Finanze. Il commissario straordinario, Giuseppe Fasiol, ha segnalato mancanza di risposte da parte delle amministrazioni locali, rallentando ulteriormente i preparativi.
Criticità e mancanza di coordinazione
Le amministrazioni locali, come il Comune di Milano e la Regione Lombardia, non hanno risposto tempestivamente alle richieste di Fasiol riguardanti lo stato dei lavori. Questo ritardo non solo mina la preparazione per le Paralimpiadi, ma evidenzia anche una mancanza di coordinazione tra le varie parti coinvolte, fondamentale per la riuscita dell’evento.
La situazione delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 presenta sfide notevoli. Si auspica che vengano trovate soluzioni efficaci per garantire non solo il successo dell’evento, ma anche una eredità duratura per le comunità locali.