Il 1 ottobre 2026 la comunità sportiva del Canavese ha dovuto salutare una delle sue personalità più amate: Renato Poro Marchetti, 72 anni, è venuto a mancare improvvisamente. Nato a Spineto, frazione di Castellamonte, aveva dedicato tutta la vita alla montagna e alle attività di resistenza, diventando un punto di riferimento per escursionisti, alpinisti e corridori di ultratrail.
La notizia della sua scomparsa ha scosso non solo gli abitanti di Rivarolo Canavese e Castellamonte, ma anche tutti i gruppi sportivi che avevano condiviso con lui sentieri, discese e gare. Il suo sorriso e la sua disponibilità rimangono impressi nella memoria di chi lo ha conosciuto, come testimoniano i numerosi messaggi di cordoglio che hanno inondato i social nei giorni successivi.
Il percorso sportivo di Renato: scalate, ultratrail e corse su strada
Renato era un scalatore esperto, un alpinista capace di affrontare le pareti più impervie del Piemonte, e un scialpinista che amava la neve e gli alti passi. La sua vera passione, però, era l’ultratrail disciplina che combina resistenza, tecnica e una profonda conoscenza del territorio. Negli ultimi decenni aveva partecipato a numerose gare di resistenza su strada, distinguendosi per la costanza e la capacità di gestire percorsi di oltre 100 km con dislivelli importanti.
Le sue imprese sportive non si limitavano alle competizioni: era solito organizzare uscite di gruppo, invitando giovani e meno esperti a esplorare sentieri poco battuti. La sua esperienza fisica e la capacità di motivare i compagni lo rendevano una guida naturale, capace di trasformare una semplice escursione in un’opportunità di crescita personale per tutti i partecipanti.
Capogita e mentore nel Gruppo Sci-Alpinistico UGET
All’interno del Gruppo Sci-Alpinistico del CAI UGET Renato svolgeva il ruolo di capogita sia in inverno, sulle piste nevose, sia in estate, sulle strade di montagna in bici. La sua preparazione tecnica e la conoscenza del territorio lo rendevano una figura insostituibile, soprattutto per gli escursionisti più giovani, che trovavano in lui un modello di dedizione e competenza. Le uscite organizzate da Renato erano famose per la loro precisione e per l’attenzione ai dettagli, garantendo sempre la massima sicurezza e il rispetto dell’ambiente.
Impegno associativo: il ruolo di revisore dei conti e l’eredità nel CAI
Dal 2000 fino al suo decesso, Renato è stato il Revisore dei Conti della sezione del Club Alpino Italiano di Rivarolo Canavese. In questa veste ha curato la trasparenza finanziaria dell’associazione, contribuendo a una gestione oculata delle risorse e al mantenimento di attività formative per i soci. Il Consiglio Direttivo ha definito la sua presenza “un pilastro su cui si poteva contare sempre”, evidenziando quanto il suo contributo fosse fondamentale per la vita amministrativa dell’organizzazione.
Il suo ruolo non si limitava alla contabilità: Renato partecipava attivamente alle riunioni, proponendo nuove iniziative e collaborando all’organizzazione di eventi sportivi, come la leggendaria BellaDormiente Sky Race e il Tour de L’Avenir. La sua capacità di unire competenza tecnica e passione ha lasciato un segno profondo, tanto che il Consiglio ha espresso il dolore della perdita con la frase “lascia un grande vuoto”.
Il ricordo della comunità
Il sindaco di Bairo, Claudio Succio, ha ricordato Renato come “un uomo di sport a 360°, riservato, generoso e sempre pronto a dare una mano”. Anche il Team Peretti, squadra podistica di Agliè, e gli organizzatori della BellaDormiente Sky Race hanno sottolineato il suo entusiasmo contagioso e la disponibilità a partecipare a ogni tipo di avventura, dalle più impegnative alle più umili. La sua figura rimane un modello di integrità e solidarietà valori che continueranno a guidare le future generazioni di sportivi del territorio.
Renato Poro Marchetti lascia la moglie Domenica Michela e la figlia Alessia. La sua scomparsa rappresenta una perdita sia a livello sportivo che umano, ma il suo spirito vivrà nelle tracce lasciate sui sentieri, nelle foto di gare e negli insegnamenti trasmessi a chi, come lui, vive la montagna come una seconda casa.



