Gastronomia Lombarda: Scopri i Sapori Unici in Vista delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026

La cucina di montagna si appresta a risplendere in occasione delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, portando in primo piano sapori autentici e tradizioni culinarie uniche.

Con l’arrivo delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, fissate dal 6 al 22 febbraio, le regioni coinvolte, tra cui Lombardia, Trentino-Alto Adige e Veneto, stanno attuando un piano di accoglienza per atleti e visitatori da tutto il mondo. Non si tratta solo di infrastrutture sportive, ma anche di un potenziamento delle offerte gastronomiche che riflettono la cultura locale.

Livigno, una delle località alpine al centro dei giochi, è stata scelta per ospitare eventi di freestyle skiing e snowboard, attirando un pubblico giovane e internazionale. In questo contesto, i ristoratori locali sono pronti a presentare una cucina che, pur rimanendo fedele alle tradizioni montane, si apre a nuovi orizzonti. A tal fine, sono stati intervistati alcuni chef rappresentativi della zona.

Le visioni di Michele Talarico

Michele Talarico, chef dei ristoranti Tea del Kosmo e Kosmo di Livigno, descrive l’atmosfera vivace del paese: “C’è un grande fermento, e i lavori procedono incessantemente, nonostante l’assenza di neve naturale che stiamo cercando di compensare con neve artificiale”. Talarico si impegna a mantenere la filosofia del rispetto per la stagionalità e la sostenibilità, mantenendo viva l’identità culinaria della sua regione.

Menù pensati per l’occasione

Durante il periodo olimpico, il ristorante offrirà cene esclusive per i partner dei giochi, ma anche eventi aperti a un pubblico internazionale. “Mentre il menù di Tea del Kosmo rimarrà invariato, al Kosmo proporremo una carta con piatti più snelli, mantenendo la qualità delle nostre ricette”. Lo chef elenca le opzioni di degustazione, evidenziando l’importanza della collaborazione con produttori locali.

La creatività di Andrea Fugnanesi

Andrea Fugnanesi, chef del ristorante Stua Noa, ha ideato un piatto simbolico in onore delle Olimpiadi: “Cinque cerchi di gusto”, un’opera vegetale che rappresenta i cinque continenti. Questo piatto, composto da bottoni di pasta dai colori e ripieni distintivi, mette in risalto l’incontro di diverse culture culinarie. “È un piatto complesso, con circa 50 ingredienti, che racconta una storia di integrazione e diversità”.

Un’ospitalità in crescita

Fugnanesi sottolinea l’interesse crescente da parte dei visitatori, con prenotazioni già elevate. Il ristorante punta a attrarre una clientela nuova e variegata, senza compromettere l’autenticità della proposta gastronomica.

Il contributo di Stefano Masanti

Stefano Masanti, chef del ristorante Il Cantinone a Madesimo, si prepara ad affrontare l’evento con un approccio più narrativo. La sua proposta include un menù degustazione dedicato a Italo Pedroncelli, un maestro di sci che ha avuto un ruolo fondamentale nella sua vita. “Il menù sarà composto da cinque portate che celebrano ingredienti locali, come il camoscio e i funghi, insieme a fotografie d’archivio che raccontano la storia sportiva di Pedroncelli”.

Rafforzare il legame con il territorio

La visione di Masanti è chiara: utilizzare l’evento olimpico come un’opportunità per rafforzare il legame con il territorio e per raccontare una cucina consapevole, che non segue mode passeggere ma si concentra sulla qualità e sull’autenticità. Con menù dedicati e piatti simbolici, i ristoratori montani sono pronti a entrare nel vivo dei Giochi, portando in tavola storie e tradizioni.

Scritto da Marco Santini

Infrastrutture Sostenibili: Costruire un Futuro Migliore per Milano e Cortina