eredità e impatti economici e normativi di milano cortina 2026

un convegno all'università statale mette a fuoco la legacy delle olimpiadi invernali, tra cambiamenti normativi, sviluppo di capitale umano e opportunità per la collettività

Un convegno dal titolo “Giochi Olimpici e Paralimpici Milano‑Cortina 2026: la legacy culturale ed economica” mette sotto la lente le conseguenze durature di un evento sportivo di grande portata sul tessuto sociale, economico e normativo del Paese. L’appuntamento, promosso dal professor Gaetano Ragucci, docente di diritto tributario all’Università degli Studi di Milano, si terrà nell’Aula Magna di via Festa del Perdono 7. Per partecipare è necessaria la registrazione online.

La legacy al centro del dibattito
Il confronto punta a definire cosa significhi davvero “legacy”: non solo infrastrutture visibili, ma anche capacità organizzative, competenze professionali e regole che restano dopo lo svolgimento dei Giochi. Si analizzeranno le ricadute su opere materiali e su quei “beni immateriali” — procedure, reti di collaborazione, know‑how — che possono trasformare un evento in un’opportunità di crescita duratura per le comunità e per il sistema economico nazionale.

Voce agli esperti
Interverranno rappresentanti istituzionali, accademici e professionisti che metteranno a confronto esperienze italiane e internazionali. Il tema ricorrente sarà la necessità di quadri normativi condivisi e strumenti di valutazione in grado di misurare la sostenibilità economica e culturale degli eventi. Le discussioni offriranno esempi pratici e criteri per massimizzare i benefici e minimizzare i rischi.

Infrastrutture immateriali e capitale umano
Un’attenzione particolare è dedicata alle cosiddette infrastrutture immateriali: competenze acquisite, reti organizzative e processi amministrativi che, se valorizzati, moltiplicano gli effetti positivi sul territorio. L’analisi ha esplorato impatti su turismo, mercato immobiliare e servizi specializzati, sottolineando l’importanza di misure normative per preservare e capitalizzare i risultati raggiunti.

Al centro del dibattito anche il rafforzamento del capitale umano: federazioni, enti e imprese possono trarre profitti formativi dall’organizzazione dei Giochi, a patto che siano messi in campo strumenti per trattenere queste competenze anche dopo la chiusura dell’evento. Il ruolo congiunto di istituzioni pubbliche e partner privati è cruciale per trasformare l’esperienza in opportunità sistemiche attraverso una governance realmente collaborativa.

Diritto e fiscalità nello scenario olimpico
La preparazione dei Giochi ha reso evidente l’importanza delle scelte normative e fiscali: modifiche introdotte durante la fase di candidatura hanno interessato il mondo dello sport e il lavoro ad esso collegato, incidendo su regole amministrative e contrattuali. Le riforme adottate rispondono a esigenze operative emerse in fase di pianificazione e comportano effetti concreti per enti sportivi, atleti e operatori economici, sia sul piano tributario sia nelle modalità di gestione e controllo.

Nel corso del convegno si è approfondito il rapporto tra ordinamento sportivo autonomo — tutelato dalla Costituzione — e il diritto statale e internazionale. Si è discusso di giustizia sportiva come sistema interno di risoluzione delle controversie, distinto ma in dialogo con la giurisdizione ordinaria, e dell’importanza di norme chiare per assicurare trasparenza e certezza giuridica. Anche il nesso tra giustizia sportiva e fiscalità è emerso come punto critico: una disciplina equilibrata può proteggere i risultati sportivi, attrarre investimenti e ridurre il contenzioso.

Prospettive per il dopo: trasformare l’onda in progetto
La sfida più grande resta rendere permanenti gli effetti positivi dell’evento. A partire dall’assetto normativo e di governance, gli interventi puntano a integrare le analisi economiche con piani urbanistici e politiche pubbliche che garantiscano sostenibilità finanziaria e amministrativa. Tra le azioni suggerite: mantenere l’attrattività per turismo e investimenti, potenziare le strutture sportive e valorizzare le nuove infrastrutture, materiali e immateriali, in una prospettiva di lungo periodo.

Serve chiarezza nelle procedure amministrative e strumenti di monitoraggio per valutare performance e distribuire responsabilità. I prossimi passaggi normativi dovranno definire incentivi e meccanismi di responsabilità che evitino oneri ricorrenti e assicurino che i benefici siano ripartiti in modo equo sul territorio.

Uno sguardo nazionale
Il convegno invita a guardare oltre il perimetro locale: l’esperienza Milano‑Cortina può diventare banco di prova per riforme replicabili a livello nazionale. L’obiettivo è che, una volta spenti i riflettori, rimangano regole, competenze e strumenti capaci di tradurre un investimento temporaneo in un aumento stabile del capitale collettivo.

La legacy al centro del dibattito
Il confronto punta a definire cosa significhi davvero “legacy”: non solo infrastrutture visibili, ma anche capacità organizzative, competenze professionali e regole che restano dopo lo svolgimento dei Giochi. Si analizzeranno le ricadute su opere materiali e su quei “beni immateriali” — procedure, reti di collaborazione, know‑how — che possono trasformare un evento in un’opportunità di crescita duratura per le comunità e per il sistema economico nazionale.0

Scritto da Giulia Lifestyle

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