La federazione svizzera ha confermato la composizione della squadra femminile che prenderà parte al gigante inaugurale di Coppa del Mondo a Sölden. A guidare il gruppo sarà Camille Rast atleta con le credenziali per puntare a risultati importanti nella specialità, affiancata da un mix di esperte e volti emergenti che delineano una strategia sia di rendimento immediato sia di sviluppo a medio termine.
La lista comprende dieci atlete chiamate a confrontarsi sul ghiacciaio del Rettenbach: tra queste spiccano nomi che puntano a ritrovare sensazioni e altri che cercano conferme dopo buone performance in Coppa Europa e nelle categorie giovanili. Il gruppo unisce esperienza e gioventù con l’obiettivo di coprire sia ambizioni di podio sia la crescita futura del team.
Composizione della squadra e ruoli chiave
La veterana e l’atleta di riferimento per la gara sono due pilastri distinti: Camille Rast è stata designata come la leader tecnica per il gigante, forte della sua continuità nella specialità e della vittoria a Kranjska Gora nella stagione precedente. Accanto a lei, Wendy Holdener apporterà esperienza in pista; la sua presenza serve anche come punto di riferimento per le compagne, nonostante la sua attenzione sia in parte rivolta ad altre discipline dove ha costruito la maggior parte del suo palmarès. La squadra include inoltre la velocista Corinne Suter che torna al gigante dopo tre anni di assenza nelle gare di questa specialità.
Completano la rosa atlete come Vanessa Kasper e Sue Piller entrambe considerate soluzioni affidabili per ottenere buone manche e mettere punti in classifica; la loro esperienza è utile soprattutto in contesti dove la coesione del team e la capacità di leggere il tracciato fanno la differenza. La scelta tecnica pare orientata a bilanciare la ricerca di risultati immediati con l’opportunità di dare spazio a chi deve accumulare chilometri e fiducia in Coppa del Mondo.
Il ritorno di Corinne Suter e il valore delle giovani leve
Corinne Suter segna un ritorno significativo al gigante di Coppa del Mondo: la sua ultima apparizione nella specialità risaliva all’ottobre 2023, proprio a Sölden, dove non riuscì a qualificarsi per la seconda manche. Il rientro in pista dopo un’assenza pluriennale dimostra la volontà sua e dello staff di esplorare nuovi spunti tecnici e sfruttare la sua esperienza da velocista per adattarsi anche alle porte larghe. In carriera il suo miglior piazzamento in gigante è stato il 14esimo posto a Lenzerheide nel 2021, dato che evidenzia margini di miglioramento se la condizione sarà quella giusta.
Giovani promesse e prospettive
La squadra ospita diverse atlete nate a metà degli anni 2000 che rappresentano il futuro del gigante svizzero. Tra queste, la 2007 Dania Allenbach è la più giovane del gruppo: vincitrice della graduatoria di specialità in Coppa Europa, ha guadagnato un pettorale nominale e arriva a Sölden con fiducia e aspettative. Poi ci sono la 2005 Sue Piller—già capace di piazzamenti interessanti a livello giovanile—e la 2005 Sina Fausch che ha gareggiato a livelli internazionali soprattutto nel super-g ma ora debutterà in gigante nella massima serie.
Altre giovani che meritano attenzione sono la ventenne Shaienne Zehnder che ha mosso i primi passi in Coppa del Mondo proprio a Sölden la stagione precedente, e Stefanie Grob chiamata quest’anno a fare un salto di qualità dopo risultati promettenti. Quest’insieme di ragazze porta energie nuove e il potenziale per crescere rapidamente se affiancate alla routine tecnica delle atlete più esperte.
Obiettivi per Sölden e indicazioni tecniche
Per la prova d’apertura il quadro degli obiettivi è chiaro: ottenere manche solide, raccogliere punti preziosi e costruire fiducia in vista della stagione. Il gigante di Sölden, con il suo tracciato glaciale sul Rettenbach, richiede precisione nelle linee e capacità di adattarsi a condizioni spesso mutevoli; per questo motivo il team elvetico punta su equilibrio e su una gestione oculata delle atlete, alternando le carte esperte con quelle da valorizzare. Il ritorno alla disciplina di alcune atlete e l’esordio di altre in gigante rendono l’evento una buona vetrina per misurare le ambizioni personali e collettive
Sölden rappresenterà



