Cybersecurity e grandi eventi: lezioni dagli attacchi a Milano Cortina 2026

Gli incidenti informatici collegati a Milano Cortina 2026 mostrano come grandi eventi sportivi siano obiettivi sensibili: dall'hospitality al ticketing, ecco rischi e contromisure

Intrusioni digitali durante Milano Cortina 2026

Milano Cortina 2026 è stata teatro di numerosi episodi di intrusione digitale che hanno messo in luce la vulnerabilità degli eventi sportivi alle minacce informatiche. Tra il 2 e il 9 le autorità italiane hanno rilevato e neutralizzato offensive mirate, alcune dirette a strutture ricettive a Cortina e a servizi collegati all’organizzazione. Dal punto di vista operativo, la concentrazione di persone e sistemi connessi aumenta l’esposizione degli eventi internazionali. Dal punto di vista normativo, il rischio compliance è reale: gli operatori devono garantire misure di protezione e piani di risposta incidenti adeguati. Il quadro suggerisce che le grandi manifestazioni rimarranno un obiettivo privilegiato per la cybercriminalità, con implicazioni immediate per sicurezza e continuità dei servizi.

Dati gli episodi recenti, le grandi manifestazioni continuano a costituire obiettivi privilegiati per attacchi informatici; ciò spiega la necessità di una risposta strutturata. Questo articolo ricostruisce le tipologie di attacco osservate, spiega perché gli eventi su larga scala sono vulnerabili e propone misure concrete per ridurre il rischio. Dal punto di vista tecnico, molte intrusioni combinano attacchi classici — come phishing e denial of service — con strumenti automatizzati che sfruttano la intelligenza artificiale per aumentare velocità e efficacia delle campagne. Dal punto di vista normativo, il quadro vigente impone obblighi di GDPR compliance e misure di protezione proporzionate ai rischi, come ha più volte ricordato il Garante. L’interpretazione pratica suggerisce tre priorità operative per organizzatori, federazioni e fornitori: rafforzare l’autenticazione e il controllo degli accessi, segmentare le reti critiche e adottare monitoraggio continuo con capacità di risposta automatizzata. Il rischio compliance è reale: violazioni dei dati o interruzioni prolungate possono comportare sanzioni e danni reputazionali significativi. Le best practice indicate includono esercitazioni di red team, inventario puntuale degli asset digitali e piani di continuità testati. In prospettiva, lo sviluppo di soluzioni RegTech e l’adozione di strumenti di threat intelligence condivisa rappresentano un passo pratico per migliorare la resilienza degli eventi.

Perché gli eventi sportivi attirano gli aggressori

La combinazione di alta visibilità, grande affluenza e infrastrutture digitali critiche rende le manifestazioni sportive un obiettivo privilegiato per la criminalità informatica. Gli aggressori mirano a informazioni sensibili come dati medici degli atleti, contratti riservati e profili dei tifosi raccolti tramite app e portali di ticketing. L’obiettivo rimane prevalentemente economico e strategico: vendita di dati, estorsione tramite ransomware e interruzione dei servizi per provocare danni reputazionali e operativi.

Dal punto di vista normativo, il Garante ha stabilito che la protezione dei dati personali durante eventi di massa richiede misure proporzionate e documentate. Il rischio compliance è reale: una violazione nella catena dei fornitori può trasferire responsabilità e sanzioni agli organizzatori principali. Per limitare la superficie d’attacco, le pratiche operative includono due diligence sui fornitori, segmentazione delle reti, crittografia dei dati e piani di backup air-gapped. Sul piano operativo, l’adozione diffusa di soluzioni RegTech e di strumenti di threat intelligence condivisa rafforza la resilienza; si registra inoltre una tendenza all’incremento degli investimenti in sicurezza digitale per le grandi manifestazioni.

Il ruolo dei fornitori e dei servizi terzi

La continuità organizzativa richiede attenzione anche agli attori esterni che forniscono servizi operativi. Spesso l’accesso iniziale non avviene direttamente ai sistemi principali ma attraverso partner di trasporto, piattaforme di pagamento, servizi di hospitality e agenzie di ticketing. Un attacco riuscito a uno di questi anelli deboli può propagarsi rapidamente e compromettere accessi, prenotazioni e procedure di accredito.

Dal punto di vista normativo, il coinvolgimento di terze parti implica obblighi di responsabilità e di controllo condiviso. Il Garante ha stabilito che i rapporti con fornitori devono prevedere misure tecniche e organizzative adeguate, clausole contrattuali chiare e la possibilità di verifiche periodiche. Il rischio compliance è reale: mancanze contrattuali o scarsa due diligence possono trasformarsi in sanzioni amministrative e danni reputazionali.

Per mitigare i rischi, le organizzazioni devono integrare nella fase di procurement requisiti di sicurezza, audit contrattuali e piani di risposta agli incidenti che coinvolgano i fornitori esterni. È ormai diffusa la pratica di richiedere certificazioni di sicurezza e prove di pen testing documentate; la tendenza è verso un aumento delle verifiche indipendenti e dell’obbligo di reporting continuo.

Tipologie di minacce osservate e loro impatto

La continuità organizzativa e la sicurezza informatica hanno riscontrato diverse forme di aggressione. Tra i vettori più frequenti si segnalano campagne di phishing mirate a profili di alto profilo e tentativi di accesso non autorizzato a database contenenti dati personali.

Di rilievo è il fenomeno del ransomware, ossia l’uso di malware per cifrare o sottrarre informazioni e poi richiedere un riscatto. Ransomware indica specificamente questa pratica estorsiva, spesso accompagnata dalla minaccia di pubblicazione dei dati trafugati.

Gli attacchi mediante DDoS continuano a essere impiegati per degradare la disponibilità di servizi online. Queste interruzioni colpiscono piattaforme di streaming, servizi di biglietteria e siti istituzionali, con impatti operativi e di immagine.

Dal punto di vista normativo, il Garante ha indicato l’importanza di misure proporzionate e di reporting tempestivo per ridurre il rischio compliance. Il rischio compliance è reale: procedure interne, log di accesso e audit indipendenti diventano elementi chiave per dimostrare adeguatezza.

In termini pratici, le imprese devono rafforzare controllo degli accessi, backup isolati e piani di response. Le verifiche di sicurezza e i test di penetrazione aumentano in frequenza, con richieste crescenti di reportistica continua e verificabile.

Phishing, furto di dati e DDoS

A seguito dell’aumento delle verifiche di sicurezza, emergono scenari in cui il phishing mirato sfrutta fiducia e urgenza per aggirare controlli anche avanzati. Messaggi costruiti su misura inducono al clic o alla condivisione di credenziali; ciò rende l’azione più efficace rispetto alle campagne generiche. Le conseguenze comprendono la sottrazione di documenti sensibili, tra cui cartelle cliniche e dati di pagamento, con impatti economici e reputazionali significativi per le organizzazioni coinvolte.

Dal punto di vista normativo, il rischio compliance è reale: la perdita di dati può comportare violazioni del GDPR e obblighi di notifica immediata. Il Garante ha indicato l’importanza di misure tecniche e organizzative proporzionate al rischio. Il ricorso a test di penetrazione e monitoraggio continuo riduce l’esposizione, mentre piani di risposta e backup proteggono la continuità operativa. In prospettiva, aumenta la richiesta di reportistica verificabile e di certificazioni che attestino la resilienza delle infrastrutture.

Prevenzione e pratiche operative consigliate

Dal punto di vista operativo, la difesa richiede un approccio multilivello e continuativo. Le organizzazioni devono combinare monitoraggio, backup regolari e autenticazione a più fattori per ridurre la superficie di attacco.

Il Garante ha stabilito che è necessario predisporre piani di incident response formalizzati, testati e aggiornati periodicamente. Tali piani devono includere ruoli, escalation e procedure di comunicazione interne ed esterne.

Si raccomanda di estendere i controlli di sicurezza lungo l’intera filiera, imponendo requisiti minimi ai fornitori e verifiche periodiche delle piattaforme esterne. Il rischio compliance è reale: lacune nella catena dei fornitori espongono all’applicazione di sanzioni e responsabilità contrattuali.

Investire in sistemi di AI difensiva migliora la capacità di identificare pattern anomali e accelera la risposta agli incidenti. I modelli devono però essere soggetti a validazione, monitoraggio delle prestazioni e gestione del rischio algoritmico.

Per le aziende, le azioni pratiche prioritarie includono: definire metriche di resilienza, eseguire esercitazioni periodiche, adottare backup isolati e mantenere registri di audit dettagliati. Queste misure facilitano la reportistica verificabile richiesta dai regolatori.

Un ultimo sviluppo atteso riguarda la crescita delle certificazioni di cybersecurity e dei framework di assessment indipendenti, che diventeranno sempre più rilevanti per dimostrare la resilienza operativa.

Formazione e governance

Le misure tecnologiche devono essere accompagnate da una cultura organizzativa della sicurezza. Dal top management allo staff operativo, ogni attore deve riconoscere il rischio e adottare comportamenti sicuri. I programmi regolari di alfabetizzazione informatica, le esercitazioni su scenari realistici e policy chiare su accessi e gestione dei dati costituiscono la base per ridurre l’errore umano, che resta la vulnerabilità più sfruttata dagli avversari. Inoltre, la governance deve prevedere ruoli e responsabilità tracciabili e processi di reportistica interni per garantire reattività e continuità operativa.

Le vicende legate a Milano Cortina 2026 ribadiscono l’urgenza di rafforzare la sicurezza digitale nello sport. Dal punto di vista normativo, le organizzazioni dovranno integrare framework di assessment e certificazioni di cybersecurity per dimostrare la resilienza operativa e la GDPR compliance. Il rischio compliance è reale: sanzioni, reputazione compromessa e interruzione dei servizi sono impatti concreti. Nei prossimi anni si prevede un aumento della rilevanza delle attestazioni indipendenti come elemento distintivo nella gestione di eventi internazionali.

Scritto da Dr. Luca Ferretti

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