Costi e sfide delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026: Analisi completa

Analisi approfondita dei costi e delle problematiche associate alle Olimpiadi Invernali.

Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 si avvicinano, sollevando interrogativi sui costi e sulle conseguenze economiche, sociali e ambientali dell’evento. Annunciate nel 2019, la politica e il CONI le presentavano come un’opportunità a costo zero. Tuttavia, la realtà economica attuale racconta una storia differente, con una spesa che ha superato i 6 miliardi di euro.

È necessario analizzare due categorie principali di spesa: i costi operativi e quelli legati alle infrastrutture.

Costi operativi e la Fondazione Milano-Cortina

I costi operativi comprendono le spese necessarie per organizzare l’evento e sono principalmente a carico della Fondazione Milano-Cortina, istituita a fine 2019 da enti pubblici come i comuni di Milano e Cortina, la Regione Lombardia e Veneto, il CONI e il Comitato Italiano Paralimpico. Tuttavia, questa fondazione opera come un ente privato, sollevando preoccupazioni legali e morali, soprattutto dopo le indagini avviate dalla magistratura milanese.

Ambiguità legale e finanziaria

Recenti modifiche legislative hanno confermato il carattere privato della Fondazione, generando interrogativi sull’utilizzo dei fondi pubblici. L’ultimo bilancio della Fondazione supera i 1,7 miliardi di euro, con un incremento di circa 300 milioni rispetto alle stime iniziali. Di questa somma, il 60% sarà coperto dal Comitato Olimpico Internazionale attraverso diritti di trasmissione, sponsor internazionali e vendite di biglietti. Tra gli sponsor figurano anche aziende pubbliche come Enel e Poste Italiane, aggiungendo complessità alla situazione.

I costi delle infrastrutture e la gestione delle opere

La seconda categoria di spesa, legata alle infrastrutture, ha comportato un afflusso significativo di fondi pubblici. La Società Infrastrutture Milano Cortina 2026 (Simico) gestisce questi fondi e ha recentemente riportato costi complessivi di 3,5 miliardi di euro. Tuttavia, solo 40 delle 98 opere previste sono state completate, mentre molte altre sono ancora in fase di progettazione o gara.

Incertezze e ritardi

Il piano delle opere mostra una distribuzione preoccupante: meno della metà delle opere sono state completate, e il resto è in varie fasi di avanzamento. Queste incertezze suggeriscono che il bilancio finale potrebbe richiedere anni per essere definito, con scadenze che si protrarranno fino al 2032. Questa lunga attesa solleva interrogativi sui costi, già in aumento con un incremento di 157 milioni di euro nei primi dieci mesi del 2026.

Impatto ambientale delle Olimpiadi

Un aspetto spesso trascurato è l’impatto ambientale delle Olimpiadi. Secondo le stime, la costruzione degli impianti e delle infrastrutture avrà un costo ecologico significativo, con la perdita di suolo, aria e acqua. Si stima che per innevare le piste durante i giochi saranno necessari 836.000 metri cubi d’acqua al giorno, equivalenti a dodici piscine olimpioniche giornaliere.

Inoltre, le emissioni di gas serra associate all’evento sono stimate in circa 930.000 tonnellate di CO2, contribuendo a una diminuzione della copertura nevosa e del ghiaccio glaciale nei prossimi anni. Queste conseguenze pongono interrogativi sull’effettiva sostenibilità e sul bilancio ecologico dell’evento.

Scritto da Giulia Romano

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