La circolare n° 8A/2026 predisposta dallo Studio MGT e pubblicata il 24/06/2026 alle 13:53, definisce una serie di misure destinate a rafforzare la parità di genere e a introdurre regole più stringenti in materia di trasparenza retributiva per le organizzazioni sportive. Il documento si rivolge in particolare a società, comitati e strutture che operano nel settore, chiarendo ruoli, responsabilità e obblighi documentali. Questo testo riassume i punti essenziali della circolare e ne spiega l’impatto operativo per gli enti coinvolti.
Lo scopo dichiarato è promuovere pratiche di gestione del personale che garantiscano equità salariale e rendano confrontabili le politiche retributive. Le indicazioni non sono generiche: la circolare specifica criteri di rendicontazione, elementi da inserire nei documenti interni e modalità di comunicazione delle informazioni. L’approccio mira sia a prevenire discriminazioni di genere sia a rendere più trasparente il rapporto tra responsabilità svolte e retribuzioni riconosciute.
Ambito di applicazione e soggetti coinvolti
La circolare interessa tutte le realtà sportive soggette alle norme federali indicate: club, società sportive, comitati regionali e nazionali che impiegano personale dipendente o collaboratori remunerati. In particolare, sono menzionati i ruoli dirigenziali e tecnici per i quali va garantita una documentazione puntuale delle politiche retributive. Il documento richiede che ogni ente identifichi un referente interno per le questioni di pari opportunità e per la tenuta dei registri di trasparenza.
Responsabilità dei dirigenti e dei referenti
I dirigenti e i referenti nominati devono assicurare la corretta applicazione delle disposizioni, predisponendo, aggiornando e conservando la documentazione richiesta. Tra gli adempimenti indicati figurano: la redazione di una relazione interna sulle politiche salariali, la comparazione tra retribuzioni per ruoli simili e la segnalazione di eventuali discrepanze ingiustificate. Il responsabile sarà anche il punto di contatto per eventuali verifiche interne o richieste ispettive.
Obblighi di trasparenza e contenuti minimi
La circolare elenca elementi obbligatori da includere nei documenti di rendicontazione: parametri di valutazione delle prestazioni, fasce retributive per categorie omogenee, criteri per premi e incentivi e indicatori di rappresentanza di genere nei diversi livelli organizzativi. È richiesta, inoltre, la pubblicazione periodica di un riepilogo che renda accessibili ai membri dell’ente e agli organi di controllo i dati essenziali. L’obiettivo è favorire confronti oggettivi e ridurre ambiguità nella definizione delle retribuzioni.
Dati, format e periodicità
La circolare prescrive un formato minimo per i dati da conservare e comunicare, con indicazioni su quali voci retributive includere (retribuzione base, indennità, premi, benefit). Viene specificata anche la periodicità delle rilevazioni e delle comunicazioni: rendiconti annuali con aggiornamenti intermedi in caso di variazioni significative. Il rispetto delle tempistiche è presentato come elemento centrale per garantire la trasparenza continua, non un adempimento occasionale.
Impatto operativo e possibili verifiche
Per adeguarsi, molte strutture dovranno rivedere i propri processi di gestione del personale: dal sistema informativo HR ai modelli di busta paga. Sono previste verifiche amministrative per valutare la conformità agli obblighi indicati, con richieste di integrazione documentale dove emergano lacune. La circolare sottolinea che l’assenza di evidenze documentali riguardo alle pratiche di equità salariale può comportare contestazioni amministrative.
In termini pratici, gli enti sono invitati a impostare procedure interne chiare per la raccolta e l’analisi dei dati retributivi, formando i responsabili coinvolti e aggiornando i regolamenti interni. Il percorso suggerito punta a trasformare la trasparenza retributiva in un elemento strutturale della governance, rendendo più semplice la tutela della parità di genere e l’adozione di criteri valutativi oggettivi nel tempo.
La pubblicazione del 24/06/2026 rappresenta un invito concreto alle organizzazioni sportive ad aggiornare procedure e documentazione per adempiere ai nuovi standard indicati.



