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Dal 3 gennaio al 5 aprile 2026, il Lagazuoi Expo Dolomiti, situato a 2.732 metri di altitudine, ospiterà la mostra Cortina di Stelle, creata dall’artista Fulvio Morella. Questo evento si inserisce nel programma ufficiale della Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 e rappresenta un passo significativo verso la celebrazione di un’arte che abbatte le barriere. La mostra funge da conclusione del progetto I limiti non esistono, dedicato ai luoghi simbolici delle prossime Olimpiadi e Paralimpiadi invernali.
Il curatore Sabino Maria Frassà, presidente di Cramum, ha voluto creare un’esperienza che vada oltre la semplice fruizione visiva, includendo una dimensione sensoriale per le persone con disabilità visiva. Le opere esposte utilizzano il braille come strumento di comunicazione artistica, rendendo l’arte accessibile a tutti.
I fatti
La mostra si articola attorno a tre cicli fondamentali che evidenziano il legame tra arte e sport e l’importanza dell’inclusione. Il primo ciclo, intitolato Blind Wood, è composto da sculture e quadri realizzati in legno e metallo, arricchiti da testi in braille. Queste opere rappresentano forme geometriche e composizioni ispirate a monumenti storici, come il Pantheon di Roma e l’Arena di Verona, osservati dall’alto.
Un viaggio nel Braille
Il secondo ciclo, Braille Stellato, è stato creato per commemorare il bicentenario dell’alfabeto braille. Qui, i punti del braille si trasformano in elementi grafici che richiamano stelle e costellazioni, dando vita a un linguaggio visivo e tattile unico. Le citazioni di autori come San Francesco e Carl Gustav Jung si intrecciano con la forma e il significato delle opere, invitando il pubblico a esplorare un dialogo profondo tra arte e parola.
La luce come linguaggio artistico
Il terzo ciclo, Braillight, introduce sculture luminose in acciaio e legno di amaranto, dove il braille diventa fonte di luce. Queste opere, esposte per la prima volta in un corpus unitario, creano un’atmosfera suggestiva e coinvolgente. La luce non solo illumina ma guida anche il visitatore, proprio come una stella polare, rendendo la fruizione dell’arte un’esperienza collettiva.
Non mancano pezzi storici provenienti dal Museo dello Sport e dell’Olimpismo della Repubblica di San Marino, arricchendo ulteriormente l’evento. Tra questi, le torce olimpiche delle edizioni di Roma 1960 e Torino 2006, che celebrano la storia dello sport e il suo potere di unire le persone.
Un messaggio di inclusione
La mostra Cortina di Stelle non è soltanto un’esibizione artistica ma anche un invito a riflettere sui valori della comunità e sull’importanza di superare i limiti. Con la presenza di atleti paralimpici e figure significative del mondo sportivo, si sottolinea come l’arte possa fungere da linguaggio comune, in grado di unire le diverse esperienze umane.
La mostra rappresenta un importante passo verso una maggiore inclusione e accessibilità per tutti, dimostrando che quando la comunità si unisce, i limiti possono davvero essere superati. L’arte, in questo contesto, non è solo un oggetto da ammirare, ma diventa un mezzo di comunicazione e un ponte tra le persone.