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La revisione dei parametri per la classificazione dei comuni montani, prevista dalla legge 131/202, ha riacceso il dibattito sulla condizione delle isole dell’Arcipelago Toscano. Con i nuovi criteri, basati principalmente su parametri di altimetria e pendenza, numerosi enti locali rischiano di perdere lo status che dà accesso a risorse e misure specifiche. Questo cambiamento interessa in modo particolare territori che già convivono con costi logistici elevati e una struttura economica fragile.
In Toscana, il passaggio dall’attuale elenco di 149 comuni montani ai 113 del nuovo elenco pubblicato nel febbraio 2026 ha escluso tutte le municipalità delle isole che facevano parte della Comunità Montana dell’Elba e Capraia: Portoferraio, Campo nell’Elba, Capoliveri, Marciana, Marciana Marina, Porto Azzurro, Rio e Capraia Isola. La perdita di tale qualifica può incidere sull’accesso a strumenti finanziari e sulle strategie regionali di sviluppo.
Perché l’esclusione preoccupa
Le isole non sono territori privi di vulnerabilità: l’insularità comporta costi aggiuntivi per i trasporti, difficoltà di accesso ai servizi sanitari e scolastici e diseconomie di scala per le imprese locali. Queste criticità sono state evidenziate anche dalla classificazione della Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI), che considera alcuni territori arcipelagici come ultraperiferici. Per molte comunità insulari la perdita della qualifica di comune montano può tradursi in una riduzione di contributi e di strumenti di sostegno alle attività economiche e ai servizi essenziali.
Costi e fragilità economica
Il rapporto dell’IRPET intitolato “I costi dell’insularità – Il caso dell’Isola d’Elba” (dicembre 2026) sottolinea come l’Elba presenti caratteristiche paesaggistiche e di insediamento simili a quelle delle aree montane, con ampia copertura boschiva e insediamenti dispersi in numerose frazioni. Questi elementi concorrono a determinare una fragilità socio-economica che non appare ben rappresentata da un criterio puramente altimetrico.
La mozione in Consiglio regionale
Di fronte a queste criticità, Diletta Fallani e Massimiliano Ghimenti di Alleanza Verdi Sinistra hanno depositato in Consiglio regionale una mozione cofirmata da Vittorio Salotti di Casa Riformista, Simone Bezzini del Partito Democratico e Irene Galletti del Movimento 5 Stelle. Il documento sollecita la Regione a intervenire nelle sedi nazionali per chiedere una revisione dei criteri e per tutelare i comuni esclusi. La mozione ritiene che l’attuale approccio non renda conto delle specificità insulari e che servano parametri più sfaccettati.
Richieste alla Giunta regionale
La mozione impegna la Giunta a rappresentare la necessità di reintegrare i comuni esclusi, a sostenere l’introduzione di criteri integrativi che considerino indicatori come spopolamento, accessibilità ai servizi e la condizione di insularità, e a promuovere meccanismi di salvaguardia per evitare effetti penalizzanti sulle realtà locali e sulle unioni di comuni. Viene inoltre richiesta la collaborazione con l’IRPET per monitorare gli impatti della nuova normativa sui territori toscani.
Proposte operative e possibili scenari
Per evitare che la revisione della classificazione produca ricadute negative, la mozione propone l’introduzione di criteri misti che affianchino dati altimetrici a indicatori socio-economici. Questi criteri dovrebbero valutare fenomeni come lo spopolamento, la distribuzione della popolazione sul territorio, la distanza dai principali poli di servizio e i costi di collegamento, al fine di delineare una mappa più aderente alle condizioni reali.
Indicatori integrativi
Tra gli indicatori suggeriti figurano misure di accessibilità (tempi di viaggio verso ospedali e scuole), parametri di densità demografica e indici di sostenibilità economica locale. L’adozione di tali strumenti permetterebbe di distinguere territori con svantaggi strutturali non direttamente correlati all’altitudine, garantendo una tutela mirata a chi vive e lavora nelle isole.
Meccanismi di salvaguardia
La mozione chiede inoltre di prevedere clausole transitorie e strumenti compensativi per i comuni che rischiano di perdere finanziamenti, oltre a preservare l’assetto associativo dei servizi gestiti in forma aggregata. Queste misure sono pensate per non compromettere l’equilibrio istituzionale e la continuità dell’offerta di servizi pubblici nelle comunità insulari.
In sintesi, il documento presentato da Alleanza Verdi Sinistra e dai firmatari del centro-sinistra sollecita una lettura più articolata della realtà territoriale, sostenendo che la classificazione dei territori fragili non possa basarsi esclusivamente su due parametri fisici. Le isole e le aree interne sono comunità vive che richiedono strategie pubbliche adeguate per continuare a contribuire alla vitalità del territorio toscano.