Come Milano Cortina 2026 ha recuperato tonnellate di cibo ed evitato lo spreco

Milano Cortina 2026 ha trasformato le eccedenze alimentari dei Villaggi e delle venue in un contributo concreto per le comunità locali, grazie a partnership con organizzazioni del terzo settore

La chiusura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 ha evidenziato un risultato concreto sul fronte della sostenibilità. Un programma di recupero delle eccedenze alimentari, promosso dalla Fondazione Milano Cortina 2026 con partner locali, ha raccolto e redistribuito migliaia di porzioni e tonnellate di cibo ancora edibile. L’azione ha trasformato un possibile spreco in sostegno diretto a persone e famiglie in difficoltà sul territorio.

Il programma ha interessato sedi sportive, aree di ristorazione e centri di produzione Food & Beverage (F&B). In collaborazione con la Fondazione Banco Alimentare ETS e con TrentinoSolidale ODV per la Val di Fiemme, le eccedenze sono state raccolte, catalogate e consegnate alle reti di distribuzione locali. L’organizzazione prevede il monitoraggio delle operazioni e la misurazione dell’impatto sociale ed ambientale nelle settimane successive.

Numeri e risultati concreti

In seguito al monitoraggio delle operazioni, il recupero delle eccedenze ha prodotto dati verificabili. Il Banco Alimentare della Lombardia ha gestito oltre 19.000 porzioni di cibo cotto, più di 2 tonnellate di pane, quasi 500 kg di frutta e circa 3 tonnellate di materie prime.

Nel Veneto il Banco Alimentare ha raccolto oltre 3.400 porzioni di cibo cotto, oltre 80 kg di frutta e quasi 270 kg di verdura. Sono stati recuperati oltre 110 kg di pane e più di 1,2 tonnellate di materie prime. In Val di Fiemme Trentino Solidale ODV ha registrato oltre 1 tonnellata di porzioni e 363 kg di materie prime.

Significato pratico dei numeri

I volumi recuperati non sono meri dati statistici. Rappresentano pasti consegnati a persone in difficoltà, ingredienti destinati alle mense sociali e scorte per associazioni locali.

Il processo ha previsto la verifica della qualità del cibo, procedure di conservazione e una logistica dedicata per il trasferimento sicuro delle derrate. In questo modo il concetto di recupero è stato tradotto in un’azione pratica e ripetibile sul territorio.

Un modello operativo per grandi eventi

L’esperienza di Milano Cortina 2026 ha sviluppato un modello operativo replicabile. Prevede un coordinamento centrale per la raccolta, partner specializzati nella redistribuzione e procedure che garantiscono sicurezza e tracciabilità.

La Fondazione ha integrato queste attività nella propria Strategia di Sostenibilità, Impatto e Legacy con l’obiettivo di ridurre gli sprechi alimentari e generare benefici ambientali e sociali duraturi. Il modello è pensato per essere adattato a future manifestazioni di analoga scala.

Ruolo delle organizzazioni coinvolte

Proseguendo il modello pensato per essere adattato a future manifestazioni, le realtà del terzo settore hanno assunto responsabilità operative decisive. La conoscenza delle comunità locali ha permesso di indirizzare le consegne verso le aree con bisogni maggiori. Le associazioni hanno fornito supporto logistico e gestionale per evitare che il cibo recuperato rimanesse inutilizzato. In tal modo le eccedenze sono state trasformate in valore sociale per beneficiari e servizi territoriali.

Allineamento con obiettivi globali e prospettive future

Il progetto si inserisce nel quadro dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, con particolare riferimento al Target 12.3 che mira a dimezzare lo spreco alimentare globale entro il 2030. L’impegno è condiviso a livello internazionale e costituisce un riferimento per l’organizzazione di eventi su larga scala. L’esperienza italiana dimostra modalità pratiche per integrare sostenibilità e manifestazioni, offrendo linee di lavoro replicabili per futuri organizzatori e responsabili delle politiche.

Le attività di recupero del cibo proseguiranno durante le Paralimpiadi, in programma dal 6 al 15 marzo 2026, e non si esauriranno con le gare. La prosecuzione delle procedure sul territorio mira a consolidare una cultura della riduzione degli sprechi e della cura delle comunità locali. Le operazioni interesseranno le strutture ricettive e i punti di ristorazione delle sedi di gara, con turni e protocolli mantenuti attivi per tutta la durata dell’evento.

Le lezioni apprese e il valore sociale

Tra gli insegnamenti principali figura la necessità di una pianificazione anticipata, basata su dati di consumo verificabili e su ruoli operativi definiti. L’esperienza ha confermato la centralità delle reti locali e l’importanza di protocolli chiari per la qualità e la sicurezza degli alimenti. L’iniziativa dimostra che eventi internazionali ad alta complessità possono integrare pratiche circolari e generare impatti positivi oltre i risultati agonistici. Per i futuri organizzatori, rimane prioritario tradurre queste procedure in linee guida replicabili e misurabili.

In questo quadro, la trasformazione delle eccedenze in sostegno sociale rappresenta un esempio concreto di strategia operativa applicata sul territorio. Si tratta di azioni misurabili che producono benefici tangibili e durevoli. Tale approccio non si limita a una dichiarazione di intenti, ma genera una reale legacy attraverso risultati verificabili e procedure replicabili.

Scritto da Social Sophia

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