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L’Arena di Verona si è trasformata in una scena viva per la cerimonia di chiusura dei Giochi Milano Cortina 2026, offrendo uno spettacolo che ha unito sport, arte e ricerca coreografica. Dietro l’evento c’era Filmmaster, che ha affidato la regia artistica ad Alfredo Accatino e la direzione creativa ad Adriano Martella; Stefania Opipari ha curato la regia dello show mentre Antonio Abete ne ha seguito la produzione esecutiva. In questo contesto la danza non è stata solo ornamento, ma elemento narrativo centrale: un vero e proprio linguaggio in grado di condensare valori olimpici come la sfida, la comunità e il superamento dei limiti.
Al cuore del racconto coreografico c’è il contributo del Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto e la direzione di Diego Tortelli, nominato Head of Choreography. Sul palco si sono alternati i danzatori di Aterballetto, gli allievi della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma e la star internazionale Roberto Bolle, protagonista del segmento noto come Water Cycle, in cui la danza aerea ha creato suggestioni sull’elemento acqua. Questo progetto ha voluto mostrare come il movimento possa essere al tempo stesso simbolo estetico e motore di narrazione collettiva.
La coreografia e i protagonisti
La coreografia della serata, concepita da Tortelli in dialogo con la direzione artistica, ha mescolato codici classici e linguaggi contemporanei per raccontare l’Italia come spazio di bellezza in azione. Il segmento intitolato Elevation ha reso omaggio alla tradizione della danza attraverso collaborazioni con figure come Ramon Agnelli, e ha valorizzato l’incontro tra esperienza e giovinezza. L’inclusione degli allievi dell’Opera e la presenza di interpreti come Bolle hanno sottolineato la volontà di mettere in risalto sia la qualità tecnica sia la carica emotiva del gesto coreografico, facendo della danza un ponte tra il patrimonio e l’innovazione.
Il ruolo di Aterballetto e dei giovani interpreti
Il coinvolgimento di Aterballetto ha confermato il ruolo dell’ente come laboratorio di sperimentazione coreografica: il CCN ha fornito non solo danzatori ma anche un approccio di ricerca capace di dialogare con scenografie complesse. L’accostamento di danzatori professionisti e studenti ha creato un contrasto visivo e narrativo intenzionale, dove la tecnica si fonde con la freschezza espressiva. In pratica, il pubblico ha visto come un ensemble performativo possa lavorare in modo sincronico con luci, musiche e elementi scenici per restituire un racconto unitario.
La regia visiva e la scenografia
La scenografia ha tratto ispirazione dall’immagine di una goccia d’acqua che connette paesaggi diversi: Alpi, pianure, città e laguna. Il set designer Giò Forma e il team MA+RIO hanno ripensato l’Arena come una grande piazza italiana, eliminando la netta separazione tra palco e platea per creare uno spazio fluido e partecipativo. Il risultato è stato un allestimento capace di accompagnare la parata degli atleti e i tableaux coreografici, integrando superfici luminose e movimenti collettivi in un disegno che ha enfatizzato la relazione tra performer e spettatori.
Elementi scenici e sostenibilità
Un aspetto significativo è stata la scelta sostenibile dei costumi: le divise dell’Opera sono state realizzate con materiali di riciclo, diventando vere e proprie sculture tessili donate successivamente al Museo Olimpico di Losanna. La narrazione ha accostato tecnologie sceniche e artigianato d’autore, con contributi musicali di rilievo come la tromba di Paolo Fresu e le voci di Joan Thiele nei momenti chiave. L’uso di elementi riciclati ha voluto tradurre in pratica il concetto di responsabilità e circolarità creativo.
Risposta del pubblico e lascito culturale
La cerimonia di chiusura, trasmessa in prima serata su Rai1, ha ottenuto un ottimo riscontro con il 30,9% di share, mentre la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi, andata in scena il 6 marzo 2026 sempre all’Arena di Verona, ha raccolto il 17% di share. Entrambe le serate sono state definite successi di pubblico e critica, grazie al mix di creatività italiana e produzione esecutiva internazionale che Filmmaster è riuscita a mettere in campo sotto la guida di Alfredo Accatino e Adriano Martella. I due eventi hanno inoltre mostrato un forte impegno sull’inclusione, con la cerimonia paralimpica che ha integrato performer con disabilità e consulenze specifiche, come quella di Chiara Bersani.
Oltre ai numeri, il vero lascito è la capacità di aver portato una Cerimonia Olimpica all’interno di un sito storico UNESCO come l’Arena di Verona, creando un dialogo tra patrimonio e contemporaneità. Questo approccio ha confermato come la narrazione performativa possa contribuire a ridefinire l’immagine di un paese, mettendo in luce competenze tecniche, creatività e valori sociali che rimarranno parte dell’eredità culturale dei Giochi Milano Cortina 2026.