Catering Sloveno per le Olimpiadi: Le Reazioni Entusiastiche in Italia

La scelta di affidare il servizio di catering a un'azienda slovena per le Olimpiadi di Cortina ha suscitato un acceso dibattito.

Il mondo dello sport si prepara ad accogliere le Olimpiadi Invernali del 2026 a Milano e Cortina, ma non senza controversie. Una delle questioni più dibattute è relativa al catering, gestito dalla Jezeršek, un’azienda slovena. Questo ha sollevato un acceso dibattito riguardo all’uso del Made in Italy per un evento così prestigioso.

Il ruolo di Jezeršek nel catering olimpico

La Jezeršek, con sede a Lubiana, è una realtà con oltre trent’anni di esperienza nel settore Horeca. Si occuperà della ristorazione nelle aree hospitality di Cortina, includendo la preparazione di piatti tipici come canederli, spatzle e casunziei. Tuttavia, la sua partecipazione ha generato reazioni contrastanti, in particolare tra i professionisti italiani del settore.

Le preoccupazioni degli esperti gastronomici

Il noto gastronomo Edoardo Raspelli ha espresso il suo disappunto per questa scelta, sottolineando che sarebbe stato più appropriato affidare il catering a un’azienda italiana, soprattutto in una località simbolo della cucina italiana come Cortina. Raspelli ha commentato: «È inaccettabile che in una sede così importante si scelga un fornitore straniero». Questa opinione è condivisa da molti altri nel settore, che vedono la decisione come un passo indietro per l’immagine dell’Italia gastronomica.

Le dichiarazioni di On Location

On Location, il provider ufficiale per l’ospitalità olimpica, ha cercato di mitigare le critiche chiarendo che il catering sloveno si avvarrà di prodotti italiani e di personale locale. In questo modo, si intende garantire un livello di qualità che rispetti gli alti standard della cucina italiana. Tuttavia, resta il fatto che la gestione è affidata a una società estera, il che ha sollevato interrogativi sulla scelta.

Le motivazioni dietro la scelta

Secondo On Location, la selezione della Jezeršek è stata una decisione strategica, dettata da una gara d’appalto vinta dall’azienda slovena. La sua esperienza nella gestione di eventi di grande portata è stata ritenuta un vantaggio. Inoltre, la prossimità geografica tra la Slovenia e Cortina è stata un fattore determinante, rispetto ad altre aziende italiane più lontane. Tuttavia, questo non ha placato le polemiche, poiché molti si aspettavano un servizio esclusivamente italiano.

Implicazioni per la cucina italiana

Questo episodio si inserisce in un contesto più ampio, in cui la cucina italiana è stata recentemente riconosciuta come patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. La scelta di un catering sloveno viene vista come un affronto per il sistema agroalimentare italiano, già in difficoltà a causa della concorrenza internazionale e delle differenze di costo nel settore della ristorazione. Chef come Tino Vettorello, con esperienza in eventi sportivi di rilievo, hanno espresso il loro rammarico per non essere stati coinvolti nella gestione dell’ospitalità olimpica.

La decisione di utilizzare un catering sloveno per le Olimpiadi di Cortina ha suscitato un ampio dibattito, ponendo interrogativi su come l’Italia gestisce la sua immagine nel contesto internazionale. Mentre On Location assicura l’uso di ingredienti italiani, la questione rimane aperta: è accettabile che un evento di tale portata si affidi a un fornitore straniero?

Scritto da Chiara Ferrari

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