Catering Sloveno alle Olimpiadi di Cortina: Il Confronto sul Made in Italy

Il dibattito sul catering sloveno durante le Olimpiadi di Cortina suscita polemiche riguardo al Made in Italy.

Il mondo della gastronomia si è trovato al centro di una controversia inaspettata in vista delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. Edoardo Raspelli, noto critico gastronomico e giornalista, ha sollevato interrogativi sul catering scelto per l’evento, rivelando che un operatore sloveno sarà responsabile della preparazione dei pasti.

La questione è emersa durante la Fiera Fuori Milano, dove On Location, il provider ufficiale per gli eventi olimpici, aveva promesso un servizio di alta qualità con 175.000 pasti preparati da chef rinomati. In particolare, Carlo Zarri, chef del ristorante San Carlo, era stato annunciato come figura chiave per la cucina. Tuttavia, la successiva comunicazione di Zarri ha scatenato dubbi e preoccupazioni.

La scoperta di Raspelli

Raspelli, ricordando i suoi anni da cronista, ha deciso di indagare ulteriormente dopo che Zarri ha annunciato la fine della sua collaborazione con On Location. A partire da lì, Raspelli ha intrapreso una serie di ricerche, contattando chef, esperti e l’ufficio stampa del provider, senza ottenere risposte soddisfacenti. Il suo fiuto da giornalista lo ha portato a scoprire dettagli sconcertanti riguardo al catering per l’evento.

Il ruolo del catering sloveno

La sorpresa è arrivata con la notizia che il catering sloveno Jezeršek sarebbe stato incaricato della preparazione dei pasti in tre delle location più prestigiose delle Olimpiadi. Questo ha sollevato interrogativi sulla coerenza con le promesse fatte riguardo alla cucina made in Italy, che dovrebbe rappresentare l’orgoglio gastronomico del nostro paese.

Il critico gastronomico ha sottolineato che, pur non avendo pregiudizi verso altre culture culinarie, ritiene fondamentale che gli eventi di questo calibro celebrino le tradizioni locali e le eccellenze italiane. La scelta di un catering straniero, per molti, è vista come un tradimento della missione di promuovere il territorio.

Le reazioni e le difese

On Location ha confermato il coinvolgimento di Jezeršek, sostenendo che il catering utilizzerà ingredienti locali italiani e che il personale sarà composto da chef e lavoratori del posto. Tuttavia, le dichiarazioni non sembrano placare le polemiche, specialmente in una regione come il Veneto, dove il governatore Luca Zaia ha sempre enfatizzato l’importanza dell’identità locale.

Il concetto di ospitalità

Le brochure promozionali dei pacchetti hospitality parlano di menu d’eccellenza e di esperienze culinarie autentiche, creando aspettative alte tra i visitatori. Tuttavia, l’inserimento di un operatore sloveno sembra contraddire l’immagine di ospitalità italiana che si intende promuovere. Questo ha alimentato il dibattito sulla necessità di mantenere la filiera gastronomica nazionale.

Raspelli, richiamando la sua storia familiare e il rispetto per la tradizione culinaria italiana, ha espresso la sua preoccupazione affinché l’evento olimpico rappresenti un’opportunità per valorizzare il nostro patrimonio gastronomico, piuttosto che un compromesso commerciale.

Il futuro del Made in Italy

La controversia sul catering sloveno per le Olimpiadi di Cortina 2026 è emblematica di un dibattito più ampio riguardo al Made in Italy e alla sua rappresentazione in contesti internazionali. Mentre il mondo si prepara a celebrare uno degli eventi sportivi più prestigiosi, la sfida rimane quella di garantire che la gastronomia italiana venga rispettata e valorizzata.

La situazione attuale richiede un’attenta riflessione su come l’italianità possa essere mantenuta e promossa, non solo in termini di prodotti, ma anche di valori culturali e identitari, affinché le Olimpiadi di Cortina diventino un vero palcoscenico per l’eccellenza gastronomica italiana.

Scritto da Alessandro Bianchi

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