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Casa Italia: un progetto culturale per le Olimpiadi Invernali 2026
In vista delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, Casa Italia si propone come un progetto culturale innovativo presso la Triennale di Milano. Questo spazio non è semplicemente un luogo di accoglienza, ma rappresenta una vera e propria piattaforma narrativa. Essa esplora il profondo legame tra sport, arte e design, richiamando l’idea originale di Pierre de Coubertin, il fondatore dei moderni Giochi Olimpici, che considerava lo sport come un’espressione artistica.
Il concetto di musa
Il tema centrale della mostra, intitolato MUSA, si sviluppa attraverso nove sezioni, ciascuna dedicata a una musa e a una disciplina artistica. Queste variano dal linguaggio all’architettura, dalle arti figurative al paesaggio, fino al gusto, alla musica, all’innovazione e allo sport. Ogni spazio espositivo è concepito per guidare il visitatore in un percorso emozionale e intellettuale, invitandolo a vivere l’ispirazione italiana in modo immersivo.
Sezioni della mostra
Ogni ambiente della mostra si distingue per l’uso di opere d’arte, oggetti iconici e dispositivi espositivi che mettono in relazione il gesto atletico con il gesto progettuale. Tra i tesori esposti, si possono ammirare oggetti storici delle Olimpiadi, come le racchette di Marco Albarello e i guanti di Stefania Belmondo, che ancorano la narrazione alla memoria sportiva e ai valori olimpici, parte integrante del patrimonio culturale italiano.
Arte e innovazione nel design
Un’esperienza visiva che si apre con l’opera neon Welcome di Matteo Attruia, simbolo dell’ospitalità, e prosegue con la scultura sospesa di Brian Hunt, che rappresenta il respiro delle Muse. I ritratti di artisti come Marina Abramović e Joseph Beuys fungono da ponte tra il panorama internazionale e il contesto italiano, arricchendo ulteriormente il dialogo culturale.
Interazione tra sport e cultura
La sezione dedicata a Calliope, musa del linguaggio, esplora il potere della parola come strumento universale attraverso opere di artisti contemporanei. Allo stesso modo, Clio, musa della memoria, collega architettura e storia, presentando il modello del Palazzetto dello Sport di Pier Luigi Nervi, in dialogo con lavori di artisti come Christo e Jeanne-Claude, offrendo un contesto ricco e stimolante.
Un’esperienza multisensoriale
Il percorso espositivo si arricchisce di esperienze multisensoriali, come nel caso della sezione Polimnia, che mette in risalto la biodiversità italiana e il rapporto tra uomo e natura. Questo avviene attraverso opere di Fernando Botero e Keith Haring, accompagnate da un cortometraggio animato. Talia, musa della festa, invita i visitatori a esplorare il rito collettivo e il corpo sociale, culminando in un’esperienza di realtà virtuale.
Il design si intreccia a ogni aspetto della mostra, utilizzando materiali che richiamano il paesaggio montano e le infrastrutture sportive. Arredi progettati da nomi illustri come Mario Bellini e Philippe Starck raccontano il design come disciplina capace di unire funzionalità e visione. Questa riflessione si manifesta nell’essenza dello sport di alto livello, dove tecnica e gesto si fondono.
La mostra si estende oltre la Triennale di Milano. A Cortina d’Ampezzo, è ospitata presso Farsettiarte, dove l’arte si confronta con il paesaggio delle Tofane. A Livigno, nel Centro di Preparazione Olimpica Aquagranda, il legame tra corpo e spazio emerge in modo significativo. Casa Italia si afferma così come punto di riferimento culturale durante le Olimpiadi, offrendo l’opportunità di interpretare l’evento sportivo come un’occasione per celebrare l’arte e il design italiani.