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Il progetto della cabinovia Apollonio-Socrepes a Cortina d’Ampezzo rappresenta un passo decisivo per garantire il buon esito dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina 2026. Questa infrastruttura avrà il compito di collegare il cuore della città alle piste delle Tofane, permettendo un agevole trasporto di atleti e spettatori durante le competizioni di sci alpino femminile. Tuttavia, l’opera si trova a fronteggiare una serie di problematiche significative.
Negli ultimi mesi, la comunità di Cortina ha avviato un acceso dibattito riguardo alla costruzione di nuove strutture in vista dell’evento olimpico. La cabinovia in questione, il cui iter è iniziato nell’estate 2026, ha già visto diversi colpi di scena. Dopo un bando di gara andato deserto, i lavori sono stati assegnati direttamente a un gruppo di imprese locali nel mese di luglio.
Controversie e sfide progettuali
Un aspetto cruciale del progetto è rappresentato dalle preoccupazioni espresse da alcuni residenti delle frazioni di Lacedel e Mortisa, che hanno presentato un ricorso al TAR del Lazio contro il piano. Le contestazioni riguardano in particolare la documentazione tecnica e le procedure seguite. Nel frattempo, le autorità competenti hanno avviato verifiche sulle demolizioni già iniziate lungo il percorso della cabinovia.
Dettagli del progetto
Il piano per la cabinovia prevede l’installazione di dieci piloni e la creazione di tre stazioni (valle, intermedia e monte) entro luglio 2026. Saranno installate 50 cabine, ciascuna in grado di ospitare 10 persone, con una capacità di trasporto di 2.400 persone all’ora. Il costo totale dell’opera è stimato in oltre 34 milioni di euro e sarà oggetto di monitoraggio geotecnico e strutturale fino a dicembre 2026.
Rischi geologici e considerazioni istituzionali
Un elemento di preoccupazione significativa è la posizione geologica della cabinovia, poiché il versante in questione è caratterizzato da frane attive e movimenti lenti del terreno. Questi fattori sono stati segnalati da ambientalisti e geologi come potenzialmente critici per la stabilità dell’intera struttura.
Dal punto di vista istituzionale, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alessandro Morelli, insieme al commissario straordinario per le opere olimpiche, Fabio Massimo Saldini, ha confermato il nulla osta tecnico rilasciato da Ansfisa (Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali). Entrambi hanno espresso ottimismo riguardo al termine dei lavori in tempo utile per l’inizio delle Olimpiadi, nonostante le scadenze ravvicinate e le autorizzazioni ancora in corso, comprese quelle della Regione Veneto.
Prospettive future
La realizzazione della cabinovia Apollonio-Socrepes, sebbene circondata da incertezze, è vista come un tassello fondamentale nel vasto mosaico delle infrastrutture olimpiche. Con un totale di 98 interventi previsti per un valore di circa 3,4 miliardi di euro, l’opera dovrà affrontare non solo i vincoli temporali ma anche le sfide geologiche per garantire un evento che possa rappresentare un successo per Milano e Cortina.
La cabinovia non è solo un’infrastruttura di trasporto, ma un simbolo del potenziale di Cortina d’Ampezzo di ospitare eventi di rilevanza mondiale, nonostante le difficoltà che si presenteranno lungo il cammino verso le Olimpiadi del 2026.