Cabinovia Apollonio-Socrepes: preoccupazioni sulla sicurezza in vista delle Olimpiadi

La cabinovia Apollonio-Socrepes affronta seri problemi di sicurezza che mettono a rischio il suo completamento in vista delle Olimpiadi.

La costruzione della cabinovia Apollonio-Socrepes, prevista per le prossime Olimpiadi, è attualmente bloccata da gravi incertezze riguardanti la sicurezza delle infrastrutture. L’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Infrastrutture (ANSFISA) ha comunicato che l’opera non ha ancora superato le necessarie verifiche di sicurezza, sollevando preoccupazioni tra i cittadini e le autorità locali.

Il progetto è stato consegnato all’agenzia solo il 12 novembre, ma secondo quanto riportato, presentava significative lacune e errori di progettazione non ancora corretti. Inoltre, mancano le certificazioni richieste dalla normativa europea riguardanti i componenti di sicurezza. L’azienda costruttrice non ha fornito il parere di compatibilità sui rischi di frane e valanghe, fattori che potrebbero ulteriormente ritardare i lavori.

Le preoccupazioni dei cittadini e degli enti locali

Da tempo, residenti e autorità locali esprimono preoccupazioni riguardo alla zona in cui è in costruzione la cabinovia, classificata come ad alto rischio di frane. Le valutazioni geologiche indicano che l’area presenta pericolosità variabile tra valori medi ed elevati, rendendo necessarie ulteriori indagini.

La comunicazione di ANSFISA

Nella nota rilasciata il 27 novembre, ANSFISA ha chiarito che i ritardi nel processo di approvazione non sono attribuibili a inefficienze da parte dell’agenzia, bensì alla definizione incompleta del progetto. La Società Infrastrutture Milano Cortina (SIMICO), responsabile della costruzione, ha consegnato documentazione solo recentemente, nonostante ripetuti solleciti da parte dell’agenzia.

Attualmente, ANSFISA è ancora in fase di accertamento e, poiché mancano le certificazioni europee e le analisi sui rischi ambientali, è chiaro che non ci sarà un nulla osta definitivo a breve. Anche se i lavori dovessero riprendere, la cabinovia non sarà completata prima di luglio 2026, ben oltre l’inizio delle Olimpiadi.

Incidenti e precedenti

La cabinovia ha già fatto notizia nel settembre scorso, quando i lavori hanno causato un cedimento del terreno, con una voragine di 15 metri di lunghezza che si è aperta nel cantiere. Questo incidente ha sollevato ulteriori interrogativi sulla sicurezza del progetto, già bloccato nel 2025 dal Comitato Tecnico Regionale per questioni ambientali. Gli esperti avevano segnalato discordanze e carenze nelle indagini, richiedendo integrazioni che non sono state soddisfatte in modo adeguato.

Impatto ambientale e sicurezza degli impianti olimpici

La cabinovia non è l’unica opera olimpica a riscontrare difficoltà in termini di sicurezza. Secondo i dati raccolti da Open Olympics 2026, un gruppo di associazioni ambientaliste, il 60% delle opere non ha subito alcuna verifica di impatto ambientale, nonostante le normative vigenti. Inoltre, eventi recenti, come infortuni di atlete durante i test sui trampolini della Val di Fiemme, hanno suscitato forti preoccupazioni sulla sicurezza generale degli impianti. Durante l’estate, smottamenti e instabilità del terreno hanno colpito anche la zona di Cortina, dove sono in corso lavori stradali e varianti, creando un contesto di incertezze per la sicurezza delle infrastrutture olimpiche.

Scritto da AiAdhubMedia

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