Brignone oro nello slalom gigante a Milano Cortina: un trionfo che vale il record

Federica Brignone centra un altro oro nello slalom gigante, conquista la quinta medaglia olimpica personale e porta l'Italia al traguardo delle venti medaglie a Milano Cortina

Olympia delle Tofane ha offerto uno spettacolo indimenticabile per lo sci alpino italiano: Federica Brignone ha vinto lo slalom gigante con il tempo complessivo di 2:13.50, dimostrando non solo di aver superato l’infortunio, ma anche di trovarsi in una condizione atletica eccellente. La vittoria, secondo oro personale ai Giochi e quinta medaglia olimpica in carriera, è il risultato di esperienza, controllo e continuità su un tracciato che richiede precisione millimetrica in entrambe le manche.

La gara si è decisa sulla somma di due prove in cui la capacità di adattarsi e leggere la neve ha fatto la differenza. Nella prima manche Brignone ha costruito una base solida; nella seconda ha imposto ritmo e precisione, calibrando ogni curva per preservare scorrevolezza e velocità nei tratti più insidiosi. Il margine finale — 62 centesimi — racconta di un equilibrio tra aggressività e gestione intelligente del tracciato.

Alle sue spalle si è consumata una sfida serrata per l’argento: Sara Hector e Thea Louise Stjernesund hanno chiuso appaiate, mentre Sofia Goggia ha alternato lampi di grande potenza a momenti meno regolari. Goggia ha mostrato una prima parte convincente, ma non è riuscita a trovare la stessa continuità nella seconda manche; alcune uscite di pista in gare recenti e una caduta hanno condizionato le sue possibilità di recupero.

Per l’Italia, il risultato va oltre la singola medaglia. Con il podio di Brignone la squadra azzurra ha raggiunto la ventesima medaglia ai Giochi di Milano-Cortina, eguagliando il primato di Lillehammer 1994: un segnale forte sulla profondità del movimento e sul lavoro fatto nei programmi tecnici e nelle strutture di formazione. Dietro questo successo ci sono investimenti, staff preparatori e una cultura sportiva che spinge le atlete a migliorarsi continuamente.

Dal punto di vista umano il trionfo di Brignone ha un sapore particolare. Dieci mesi dopo la frattura di tibia e perone, la sua rincorsa alla forma piena è diventata esempio di resilienza: allenamenti mirati, percorsi di riabilitazione e la fiducia costruita giorno dopo giorno con il team medico e gli allenatori. La vittoria non è solo meritata sul piano agonistico, ma racconta la fatica e la determinazione che stanno dietro ogni centimetro guadagnato sulla neve.

Tecnicamente, la sua prova ha evidenziato elementi chiave: ingresso delle curve modulato, uscita pulita e controllo della velocità nei passaggi critici. Sono dettagli che, sommati, hanno creato quel vantaggio decisivo e che serviranno da spunto per le scelte tattiche nelle prossime tappe di Coppa del Mondo e nelle convocazioni future.

L’atmosfera a Cortina ha aggiunto pathos alla giornata: alla premiazione era presente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha seguito le gare e ha incontrato gli atleti al Villaggio Olimpico. Il sorvolo delle Frecce Tricolori ha suggellato una cornice solenne, tra entusiasmo del pubblico e momenti di grande emozione per la delegazione azzurra.

Guardando avanti, la vittoria di Brignone rappresenta un’incitazione per tutto il gruppo: conferme tecniche, spunti tattici e la possibilità di affinare dettagli nelle sessioni di allenamento. Per l’Italia è anche un termine di paragone utile per mantenere alto il livello competitivo nelle discipline invernali durante la stagione.

Scritto da Giulia Lifestyle

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