Brignone oro nel gigante a Milano Cortina 2026: doppio trionfo e record azzurro

Federica Brignone conquista il gigante a Milano Cortina 2026, bissando l'oro nel super‑G e pareggiando un record italiano stabilito a Lillehammer; cronaca della gara e contesto

Federica Brignone ha centrato a Milano Cortina 2026 una doppietta destinata a restare nella memoria degli appassionati. Dopo l’oro nel super‑G ha vinto anche nel gigante, confermando lo stato di forma sulla neve e incrementando il bottino complessivo dell’Italia ai Giochi. La prestazione combina qualità tecniche, una rimonta dopo un infortunio e l’importanza di risultati nelle specialità tecniche.

L’impresa di Federica Brignone

Brignone ha mostrato controllo ed efficacia nelle curve e nella scelta delle linee, elementi decisivi nel gigante. La vittoria segue il successo nel super‑G, consolidando un periodo positivo per l’atleta.

Impatto sul medagliere italiano

Il successo ha contribuito in modo significativo al conteggio delle medaglie dell’Italia a Milano Cortina 2026. La prova nella specialità tecnica rafforza il ruolo della squadra azzurra nello sci alpino.

Ritorno dall’infortunio

La performance assume valore anche per la rimonta personale di Brignone dopo un infortunio. Il risultato evidenzia la capacità di recupero atletico e la preparazione tecnica dello staff.

La vittoria rappresenta un punto di riferimento per le gare tecniche e rilancia le ambizioni italiane nelle prove rimanenti dei Giochi.

La gara e i numeri che contano

La vittoria ha consolidato il dominio nelle prove tecniche e ha rinforzato le ambizioni italiane per le gare rimanenti ai Giochi. Il risultato è arrivato grazie a una prestazione solida in entrambe le manche.

Federica Brignone ha completato la prova del gigante con il tempo complessivo di 2’13″50, precedendo di 62 centesimi la coppia che ha condiviso la medaglia d’argento. Nella prima manche la campionessa italiana, con il pettorale numero 14, aveva segnato una discesa quasi perfetta in 1’03″23, costruendo un vantaggio iniziale determinante.

Distanze e cambi di posizione

Dopo la prima manche, Federica Brignone aveva un margine di 74 centesimi su un gruppo di avversarie determinate a rimontare.

La tedesca Lena Duerr si è fermata a 34 centesimi dalla leader nella prima frazione.

Sofia Goggia era terza a 46 centesimi dopo la prima manche, ma ha perso terreno nella seconda e ha chiuso decima.

Sul finale la competizione è rimasta serrata. Lara Della Mea ha effettuato una rimonta notevole nella seconda manche, sfiorando il podio per soli 5 centesimi e piazzandosi quarta.

Significato sportivo e confronto storico

La doppia vittoria di Federica Brignone al medagliere olimpico assume valenze storiche per l’Italia. Con questo successo la squadra nazionale raggiunge nuovamente sette ori e venti medaglie complessive, eguagliando il bottino ottenuto a Lillehammer 32 anni prima. Sul piano individuale, Brignone è la prima donna a vincere nello stesso torneo olimpico sia il super‑G sia il gigante, un primato che la colloca accanto ai grandi nomi dello sci azzurro.

Il confronto con le glorie del passato

Nella storia dello sci italiano pochi atleti hanno conquistato due ori nella stessa edizione. Tra questi figura Alberto Tomba, vincitore di slalom e gigante a Calgary 1988. Il confronto con il passato sottolinea la portata del risultato di Brignone e il suo impatto sulla squadra nazionale.

Il percorso personale e le reazioni

Il successo di Brignone assume valore anche per il percorso personale. Era reduce da un infortunio che, a 349 giorni dall’evento olimpico, aveva messo in discussione la sua partecipazione. Quell’episodio ha apparentemente alimentato una determinazione che si è tradotta in due ori e in prestazioni di alto livello sulla pista iconica dell’Olympia delle Tofane a Cortina.

La vittoria ha avuto ripercussioni immediate sulla squadra nazionale, rafforzandone fiducia e slancio competitivo in vista delle prossime gare.

Il presidente del CONI ha ribadito il valore dell’impresa e il peso delle scelte tecniche nella performance. Ha ricordato il percorso difficile dell’atleta e l’importanza del ruolo di guida nello staff. Ha evidenziato come la preparazione e l’attenzione ai dettagli siano stati determinanti per mettere l’atleta nelle migliori condizioni possibili. Le parole di apprezzamento hanno valorizzato altresì il carattere e la leadership mostrata sotto pressione, auspicando continuità nel sostegno tecnico alla squadra nazionale.

Altri protagonisti e punti salienti della gara

In continuità con i commenti sul carattere e la leadership mostrata sotto pressione, la prova ha offerto spunti tecnici rilevanti. Asja Zenere ha registrato il miglior tempo nella seconda manche, recuperando diverse posizioni e chiudendo quattordicesima. I distacchi tra le atlete sono rimasti contenuti, segnale dell’elevato equilibrio tecnico nella specialità.

Per l’Italia, oltre all’oro di Federica Brignone, la prestazione collettiva conferma la profondità del reparto delle discipline tecniche. La vittoria di Brignone apporta conseguenze immediate sul medagliere nazionale e rilancia le aspettative per le gare successive del programma olimpico, dove si attendono ulteriori riscontri sulla continuità delle prestazioni e sul sostegno tecnico alla squadra.

Scritto da Chiara Ferrari

Personale medico dell’Arnas Garibaldi impegnato alle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026