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La Bici da Montagna di Paesana arriva a un traguardo importante: 35 anni di presenza sul territorio. Nato come gruppo di appassionati di mountain bike, il sodalizio ha saputo trasformare la passione sportiva in un impegno costante per la valorizzazione della valle Po. Nel corso degli anni la società ha organizzato eventi e gare, ha ospitato due Campionati Italiani di specialità e ha promosso percorsi che hanno segnato il territorio locale; tuttavia le crescenti normative burocratiche e sulle norme di sicurezza hanno limitato l’organizzazione di manifestazioni storiche come la Valpolonga.
Nonostante le difficoltà legali e organizzative, il gruppo non ha mai abbandonato il proprio ruolo di custode dei sentieri. Con mezzi propri, attrezzature e un modello basato sull’autofinanziamento e il volontariato, i soci si occupano ogni anno della pulizia annuale dopo l’inverno e della manutenzione dei percorsi boschivi intorno a Paesana. Di recente, in due giornate di lavoro intenso, i volontari hanno ripristinato il sentiero Rosetta, tracciato aperto dalla stessa associazione e costantemente mantenuto fin dalla sua inaugurazione.
La storia del gruppo e le attività sul territorio
Il percorso della società parte da radici sportive consolidate nei primi anni ’90, quando le prime gare e granfondo hanno trasformato il territorio in un riferimento per gli appassionati. Oggi il direttivo, fino a poco tempo fa guidato dall’infaticabile Paolo Cotti, mantiene saldo l’impegno statutario: promuovere lo sport e custodire il paesaggio. La sfera organizzativa ha subito trasformazioni a causa delle normative vigenti, ma lo spirito operativo è rimasto intatto: costruzione di ponti, sistemazione di tratti danneggiati e segnalazione dei percorsi sono attività realizzate con continuità grazie a ore di volontariato e al sostegno di simpatizzanti.
Le gare, i ricordi e le limitazioni organizzative
Eventi come la storica Valpolonga hanno segnato il prestigio della società, attirando partecipanti da diverse regioni e consolidando competenze tecniche nell’allestimento dei percorsi. Con l’inasprirsi delle formalità burocratiche e delle regole in materia di sicurezza, però, il comitato direttivo ha dovuto rivedere l’approccio alle manifestazioni, rinunciando a manifestazioni su larga scala. Questo shift non ha intaccato il valore sportivo del gruppo, che conserva nel proprio curriculum i due Campionati Italiani, simbolo dell’esperienza maturata sul campo.
Il sentiero Rosetta: manutenzione, tracciato e infrastrutture
Il sentiero Rosetta nasce come una connessione tra le borgate: si imbocca a monte della borgata Agliasco, nelle vicinanze del Pian di Vitun, e conduce fino a Pian Lavarino. È un itinerario adatto sia al trekking sia alla mountain bike, con tratti semplici e alcuni passaggi più tecnici. Nel tempo i volontari hanno realizzato opere minori di ingegneria civile, come passerelle e ponti per superare il torrente: uno dei più noti è il ponte Romilda. Le operazioni di ripristino, compiute anche dopo frane e perturbazioni invernali, dimostrano la necessità di una cura costante per mantenere percorribile il tracciato.
Interventi recenti e approccio operativo
Nei due giorni dedicati al ripristino il gruppo ha rimosso detriti, tagliato rami caduti e rinforzato i punti critici del sentiero. L’azione è stata svolta con mezzi propri e attrezzi manuali, seguendo un metodo consolidato di manutenzione partecipata. Questo tipo di intervento dimostra come la conservazione delle aree naturali possa passare attraverso pratiche di comunità, dove competenze tecniche, passione sportiva e rispetto per l’ambiente si intrecciano.
Memoria locale e valore culturale del percorso
Oltre al valore escursionistico, il sentiero Rosetta conserva un frammento di memoria orale. La tradizione locale racconta di una bambina di nome Rosetta che, mentre si recava alla fontana, fu vittima di un attacco di lupi; i suoi indumenti vennero ritrovati vicino a una grande pietra, sulla quale i genitori incisero data e iniziali come memoria. La pietra resta un punto di riferimento per chi percorre il sentiero e, secondo l’usanza, versando un poco d’acqua sulla superficie è possibile scorgere i segni ormai consumati dal tempo. Questa storia conferisce al tracciato una dimensione di memoria storica che si intreccia con la natura.
Perché il lavoro della società conta e come partecipare
Il lavoro della Bici da Montagna non è solo manutenzione di percorsi: è un contributo alla fruizione responsabile del paesaggio, alla sicurezza di chi percorre i sentieri e alla conservazione della storia locale. Chi desidera sostenere queste attività può partecipare alle giornate di lavoro, offrire attrezzi o mettere a disposizione competenze tecniche, sempre nel rispetto delle regole e della sicurezza. Il tratto del sentiero Rosetta è ideale in primavera, estate e autunno, e rimane un esempio tangibile di come lo sport e il volontariato possano generare valore condiviso per una comunità.