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6 Ottobre 2026

Biathlon italiano: Lisa Vittozzi guarda al futuro dopo l’oro

Lisa Vittozzi racconta la svolta dopo l’oro, la sua scelta di restare in gara e le speranze per il futuro del biathlon italiano.

Biathlon italiano: Lisa Vittozzi guarda al futuro dopo l’oro

Il biathlon italiano ha vissuto un momento storico: a Anterselva, Lisa Vittozzi ha conquistato l’unico oro olimpico della disciplina, completando una stagione da record con la Coppa del Mondo generale e il titolo mondiale. Il suo sorriso tranquillo nasconde però una ferrea determinazione, frutto di un percorso segnato da alti e bassi che l’ha resa più forte sia dentro che fuori dalla pista.

Nel corso degli ultimi anni la campionessa ha attraversato una fase particolarmente difficile. Gli infortuni, le stagioni deludenti e le tensioni interne al gruppo hanno messo a dura prova la sua motivazione. “Gli episodi negativi mi hanno resa una persona e un’atleta migliore”, ha dichiarato durante un incontro a Roma con il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri e circa 350 atleti del Centro Sportivo. Questo periodo di crisi è stato il catalizzatore di una rinascita, culminata nella vittoria di Anterselva.

Da una crisi profonda al ritorno trionfale

Prima dei Giochi di Pechino, Vittozzi aveva già iniziato a dubitare del proprio futuro nello sport. La stagione di quell’anno, segnata da risultati deludenti e da una lunga convalescenza, l’ha spinta a chiedersi se proseguire o abbandonare. “Non sapevo nemmeno se proseguire, l’obiettivo non era Milano-Cortina ma ritrovare me stessa”, ha spiegato. L’oro di Anterselva, conquistato due anni dopo, è diventato una luce guida: “Durante il periodo dell’infortunio sono stati la luce che mi ha spinta ad andare avanti”.

Il rispetto per Dorothea Wierer

Un elemento ricorrente nelle sue dichiarazioni è il rispetto verso la compagna di gara dorotea Wierer. “Io ho sempre portato rispetto e ho avuto stima nei suoi confronti come atleta. Certo non andavamo a mangiare la pizza insieme, ma è stato un rapporto rispettoso”, ha raccontato. Questo atteggiamento, più che una rivalità accesa, dimostra come Vittozzi veda la competizione come spinta alla crescita personale, piuttosto che come fonte di conflitti.

Prospettive future: due anni di sfide e incertezze

Dopo il trionfo olimpico, la 31enne ha valutato seriamente il ritiro, ma ha scelto di proseguire “un giorno, una gara e un obiettivo alla volta”. Il suo piano prevede un arco di due anni, durante i quali valuterà la propria condizione fisica e mentale. “Credo sia inutile fare piani a lungo termine a questo punto della mia carriera; mi fa star bene pensare a un obiettivo alla volta”, ha affermato. La decisione di continuare dipenderà dalla capacità di mantenere il livello di alto rendimento richiesto dal biathlon.

Tra i fattori che potrebbero porre fine alla sua carriera, oltre agli infortuni, spicca la possibilità di formare una famiglia. “L’unica cosa che potrebbe fermarmi, anche se fossi ancora in forma, sarebbe mettere su famiglia. A differenza di altre atlete, non riprenderei dopo una gravidanza”, ha dichiarato con chiarezza. Per il momento, il suo sguardo è rivolto ai Mondiali e alla Coppa del Mondo 2027, con l’eventualità di partecipare ai Giochi del 2030, qualora la forma lo permetta.

La sua leggerezza attuale è il risultato di una consapevolezza maturata: ha già dimostrato di saper vincere al più alto livello e ora desidera godere di ogni gara senza la pressione di dover dimostrare qualcosa di nuovo.

Autore

Marco Tessari

Marco Tessari, giornalista trentino specializzato in sport invernali e montagna, segue da anni Coppa del Mondo di sci, Olimpiadi invernali e alpinismo; racconta gare, atleti e cultura della montagna con competenza tecnica e passione per le terre alte.