Analisi dei Costi e Sostenibilità delle Olimpiadi Milano-Cortina: Un Dibattito Necessario

La crescente discussione sui costi e sulla sostenibilità delle Olimpiadi Milano-Cortina sta acquisendo sempre più attenzione.

Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina si avvicinano e il dibattito sui costi e sull’impatto ambientale si intensifica. Recenti analisi hanno rivelato un aumento delle spese per le infrastrutture, con un incremento del 5,59% rispetto ai costi iniziali previsti. Questo rincaro corrisponde a un incremento di 75,2 milioni di euro solo in Veneto, dove il progetto di riqualificazione delle opere pubbliche continua a sollevare interrogativi.

Costi in aumento e prospettive economiche

Un dato significativo è rappresentato dalla variante di Longarone, che ha registrato il maggior aumento dei costi. I lavori, attesi a breve, richiederanno una spesa aggiuntiva di 43 milioni di euro su un totale di 481 milioni. Si prevede che i lavori si concluderanno nel 2027, ma le incertezze legate a eventuali imprevisti nei cantieri rimangono un fattore da considerare.

Analisi delle spese olimpiche

In totale, cinque opere olimpiche hanno subito i maggiori aumenti di costo. Tra queste, spicca la cabinovia Socrepes, con un rincaro di 13 milioni di euro. Le spese aggiuntive per le opere legate ai Giochi ammontano a 157 milioni di euro su un investimento complessivo di 1,42 miliardi. In questo contesto, il rapporto di Standard & Poor’s offre una visione positiva, affermando che i costi olimpici saranno inferiori rispetto a eventi precedenti come quelli di Sochi e Pechino.

Impatto ambientale e sostenibilità

Il tema della sostenibilità è centrale nel dibattito attuale. Un gruppo di associazioni, tra cui Legambiente e Wwf, ha espresso preoccupazione per l’impatto ambientale delle opere necessarie per le Olimpiadi. Secondo queste organizzazioni, il modello adottato per la realizzazione delle opere è obsoleto e potrebbe portare a una consumazione eccessiva di suolo. Si stima che in Veneto siano stati impiegati 4,8 ettari per le costruzioni olimpiche, su un totale di 59,2 ettari tra le varie sedi.

Critiche e mancanza di trasparenza

Le associazioni ambientaliste hanno denunciato la scarsa attenzione riservata alle problematiche legate alla crisi climatica, in particolare nell’area alpina. Tra le opere più contestate vi è la pista da bob, la cui costruzione è stata vista come un passo indietro in termini di sostenibilità. Inoltre, la mancanza di dati chiari sull’impronta di carbonio delle singole opere e la gestione dei subappalti sono ulteriori aspetti che hanno sollevato dubbi sulla trasparenza del progetto.

Il futuro delle opere nel Bellunese

Nel Bellunese, oltre ai progetti di Longarone e della cabinovia Socrepes, altri interventi olimpici hanno visto aumenti significativi. Tra questi, il restauro del Cortina Olympic Stadium, aumentato dell’ 8,93%, e la riqualificazione di immobili pubblici, con un incremento del 7,11%. Tuttavia, il 2026 potrebbe portare ulteriori ritardi, con la data di completamento di molte opere che slitta fino a 509 giorni oltre le scadenze iniziali.

Gli investimenti per le Olimpiadi Milano-Cortina potrebbero portare benefici economici, ma le preoccupazioni riguardanti i costi e la sostenibilità rimangono al centro del dibattito pubblico. È fondamentale che le autorità competenti affrontino queste questioni con la dovuta attenzione, garantendo un approccio più sostenibile e trasparente per il futuro.

Scritto da Alessandro Bianchi

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