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Il disegno di legge identificato come C. 2126-A propone un pacchetto coordinato di misure per il rilancio delle zone montane. La V Commissione permanente (Bilancio, tesoro e programmazione) ha espresso parere favorevole il 27 marzo 2026 su un testo di 33 articoli, già approvato dal Senato e integrato durante l’esame in sede referente dalla Commissione Bilancio. Le norme mirano a intervenire su più fronti: economico, sociale e infrastrutturale, con l’intento di rafforzare servizi e opportunità nei comuni montani.
Le iniziative contenute nel provvedimento sono rivolte sia alle imprese che alle famiglie residenti o intenzionate a trasferirsi nei piccoli centri. In questo articolo vengono riassunti i principali strumenti previsti, con particolare attenzione a crediti d’imposta, sgravi contributivi e strumenti di sostegno alla residenzialità e all’istruzione.
Misure per le imprese
Il testo introduce incentivi mirati a sostenere l’attività produttiva nei territori montani, con particolare riguardo al settore agricolo e forestale. È previsto un credito d’imposta per gli imprenditori agricoli, i consorzi forestali e le associazioni fondiarie che operano con sede e attività prevalente nei comuni montani. Gli investimenti agevolati riguardano la produzione di servizi ecosistemici e interventi per migliorare la qualità ambientale e climatica. I contributi vengono concessi in regime de minimis, nel rispetto delle regole della UE sugli aiuti di Stato.
Credito d’imposta per giovani imprese
Per incentivare il ricambio generazionale il disegno di legge prevede un ulteriore credito d’imposta destinato a piccole e microimprese localizzate nei comuni montani e ai loro titolari o soci che non abbiano compiuto 41 anni. Anche società e cooperative con più del 50% del capitale detenuto da under 41 possono beneficiare dell’agevolazione: si punta così a rendere più attrattivo avviare o mantenere un’attività imprenditoriale in montagna.
Lavoro agile e infrastrutture digitali
Il provvedimento premia le imprese che assumono stabilmente giovani under 41 e consentono loro di svolgere attività in lavoro agile dal comune montano di residenza. È previsto uno sgravio contributivo per gli anni 2026-2030, a condizione che il lavoratore trasferisca la propria residenza e domicilio stabile nel comune montano (popolazione inferiore a 5.000 abitanti). Parallelamente, il testo promuove il potenziamento della connettività digitale e della copertura mobile attraverso accordi pubblico-privati per favorire l’accesso alle tecnologie.
Misure per cittadini e famiglie
Il pacchetto include misure dirette alle famiglie per sostenere la natalità e la residenzialità nei piccoli centri. È previsto un contributo alla natalità una tantum per ogni figlio nato o adottato e iscritto all’anagrafe di un comune montano con popolazione ≤ 5.000 abitanti. Il beneficio è cumulabile, salvo diverse disposizioni, con l’assegno unico familiare e ha l’obiettivo di rendere più attrattivo il vivere in quota e contrastare lo spopolamento demografico.
Casa, servizi e incentivi per il personale essenziale
Per favorire l’insediamento di figure professionali fondamentali nei territori montani, come operatori sanitari e insegnanti, sono previsti contributi sotto forma di credito d’imposta per le spese di affitto o per l’acquisto dell’abitazione. L’agevolazione copre fino a €2.500 annui (pari al 60% della spesa) e arriva a €3.500 nei comuni con minoranze linguistiche. Questo strumento è pensato per aumentare la residenzialità e migliorare l’accesso ai servizi essenziali.
Obiettivi, criteri di applicazione e ambito
Le misure hanno obiettivi chiari: contrastare lo spopolamento, incentivare investimenti produttivi sostenibili, migliorare l’inclusione sociale tramite l’accesso a sanità, istruzione e connettività, e promuovere la tutela ambientale e l’uso responsabile delle risorse naturali. L’ambito di applicazione è definito nella proposta: sono destinatari gli enti e i cittadini operanti o residenti nei comuni montani, con particolari soglie demografiche e condizioni operative specificate nel testo. La relazione illustrativa della V Commissione permanente evidenzia l’importanza strategica di tali aree per la biodiversità, il paesaggio e il turismo sostenibile.
In sintesi, il disegno di legge C. 2126-A delinea un insieme di strumenti economici e sociali indirizzati a rendere più vivibili e produttive le zone montane. Tra crediti d’imposta, sgravi contributivi, contributi alla natalità e misure per la residenzialità, il provvedimento intende creare condizioni favorevoli per il ripopolamento stabile e la resilienza delle comunità di montagna.