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Le Olimpiadi invernali di Milano Cortina si avvicinano rapidamente, con l’apertura fissata per il 6 febbraio. Tuttavia, un aspetto preoccupante emerge riguardo agli affitti brevi nella città. Le prenotazioni stanno raggiungendo livelli minimi, mettendo in discussione l’efficacia della piattaforma Airbnb, uno dei principali sponsor dell’evento. A sole due settimane dall’inizio delle competizioni, la situazione si presenta tutt’altro che rosea.
La crisi degli affitti brevi
Secondo le stime rilasciate da Marco Celani, presidente di Aigab (Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi), il tasso di occupazione degli alloggi per il mese di gennaio si attestava al 25%. Tuttavia, a febbraio si prevede un ulteriore crollo al 18%. Questo rappresenterebbe il peggior inizio d’anno degli ultimi 12 anni, evidenziando un trend negativo significativo.
Le cause del flop
Il problema principale, secondo gli esperti, risiede nell’aumento della tassa di soggiorno introdotta dal sindaco Beppe Sala. Questa tassa è stata innalzata a 9,50 euro a persona per i B&B e a 10 euro per gli hotel a 4 e 5 stelle, con l’obiettivo di finanziare in parte i giochi olimpici. Mentre gli hotel riescono a mantenere tassi di occupazione del 60%, gli affitti brevi mostrano una stagnazione, con tassi di prenotazione che non riescono a decollare.
Prezzi alle stelle e speculazione
I rincari dei prezzi degli affitti a Milano sono stati esponenziali, in particolare nelle aree centrali e nelle zone strategiche per l’evento olimpico. I dati mostrano che i canoni di affitto sono aumentati del 102% nelle zone centrali, con incrementi del 83% e del 73% in aree come Porta Nuova e Citylife. Nelle località limitrofe ai luoghi delle gare, come Assago e Rho, i prezzi sono schizzati rispettivamente del 153% e del 130%. In questo contesto, un appartamento di medie dimensioni per il periodo olimpico può costare fino a 2.800 euro a settimana.
Impatto sui volontari
La situazione degli affitti non colpisce solo i turisti e gli appassionati di sport, ma ha ripercussioni anche sull’organizzazione dell’evento. L’arruolamento dei volontari risulta compromesso, con circa mille unità mancanti rispetto all’obiettivo di 18.000. Le difficoltà nel trovare sistemazioni a prezzi accessibili sono state identificate come una delle cause principali di questa carenza.
La risposta di Airbnb e la mancanza di agevolazioni
Nonostante Airbnb abbia creato una sezione dedicata agli alloggi per volontari, le offerte risultano limitate e non includono agevolazioni. Gli utenti che utilizzano questa piattaforma si trovano a fronteggiare una lista di alloggi disponibili, ma priva di codici sconto o tariffe speciali. Il costo per una settimana in località montane varia tra i 2.000 e gli 8.000 euro, con casi estremi come Livigno, dove sono disponibili solo otto alloggi, con prezzi che oscillano tra 5.000 e 21.000 euro a settimana.
Speculazione e logica degli eventi
La crisi degli affitti brevi appare connessa principalmente alla speculazione e all’aspettativa di profitto, piuttosto che alla tassa di soggiorno. L’intenzione di capitalizzare su eventi di grande richiamo, come le Olimpiadi, ha generato una situazione insostenibile per molti, esigendo un ripensamento della logica che sottende tali manifestazioni. Questo tema sarà centrale durante il contest di “Utopiadi”, in programma in concomitanza con l’apertura delle Olimpiadi, e offrirà un’importante opportunità di riflessione critica sull’impatto delle grandi manifestazioni.