Argomenti trattati
Ai Campionati Mondiali di sci alpino paralimpico disputati a Espot, il 24.01.23, l’Italia ha messo a segno una giornata ricca di soddisfazioni che ha rafforzato il suo ruolo nella competizione. Dopo il successo in Super G della giornata precedente, la squadra azzurra ha ampliato il medagliere: in totale, dopo due giornate, il bottino nazionale è salito a 6 medaglie (2 ori, 3 argenti, 1 bronzo). Questo articolo ricostruisce gli episodi salienti della seconda giornata, analizza i risultati tecnici delle varie categorie e offre uno sguardo sulle prestazioni individuali che hanno caratterizzato la Combinata a Espot.
La sessione di gare ha confermato la qualità degli atleti e delle guide impegnate nelle diverse classi, con esiti che hanno spesso deciso la classifica per margini ridotti. Sul terreno ghiacciato e sulle porte della pista, la sinergia tra sciatore e guida si è rivelata determinante soprattutto nelle categorie Vision Impaired e Sitting. Nel prosieguo dell’articolo vengono riportati i tempi ufficiali e le posizioni sul podio, con un’attenzione particolare agli interpreti italiani: performance, recuperi in gara e uscite che hanno inciso sull’ordine d’arrivo.
La vittoria di Chiara Mazzel nella Combinata
La trentina Chiara Mazzel, affiancata dalla guida Fabrizio Casal, ha conquistato il gradino più alto nella Combinata Vision Impaired femminile, consolidando il successo ottenuto il giorno prima in Super G. Dopo una prima manche brillante chiusa in 58.54, la coppia ha rallentato leggermente nella seconda prova (1:01.41), ma il tempo complessivo di 1:59.95 è stato comunque sufficiente per precedere di 1.02 le slovacche Alexandra Rexova ed Eva Trajcikova (2:00.97). Al terzo posto si è piazzata la coppia greca Eva Nikou e Dimitris Profentzas (2:01.46). Le altre azzurre in gara, tra cui Martina Vozza con la guida Ylenia Sabidussi, hanno mostrato buone sensazioni ma sono uscite nella seconda manche dopo essere terze al termine della prima.
Il ruolo della guida nella Vision Impaired
Nel contesto delle gare per atleti ipovedenti, la figura della guida assume un peso tecnico e tattico fondamentale: il binomio sciatore-guida lavora come un’unità sincronizzata, dove comunicazione e fiducia determinano la velocità di percorrenza e la sicurezza. La guida fornisce indicazioni verbali e segnali, dirige la traiettoria e gestisce il ritmo; pertanto, il successo di Chiara Mazzel non è soltanto il risultato della sua abilità atletica, ma anche della perfetta intesa con Fabrizio Casal. In chiave tecnica, questa sinergia è spesso la variabile decisiva nelle manche ravvicinate tipiche della Combinata.
Argento per Bertagnolli e de Silvestro: le prestazioni maschili
Tra gli uomini della categoria Vision Impaired, la coppia formata da Giacomo Bertagnolli e la guida Andrea Ravelli ha centrato la medaglia d’argento con un tempo totale di 1:45.89, dopo un’ottima rimonta che li ha portati dal quarto posto provvisorio al secondo nella classifica finale. A precederli sono stati gli austriaci Johannes Aigner e Matteo Fleischmann (1:44.24), mentre il bronzo è andato ai britannici Neil Simpson e Rob Poth (1:47.23). Nella categoria Sitting maschile, l’italiano Renè De Silvestro si è aggiudicato l’argento fermando il cronometro a 1:48.68: un risultato di rilievo alle spalle del vincitore, il norvegese Jesper Pedersen (1:47.82), con il bronzo conquistato dall’olandese Jeroen Kampschreur (1:50.77).
Osservazioni sulle differenze di categoria
Le tre classi principali in gara – Vision Impaired, Sitting e Standing – richiedono approcci tecnici distinti: nell’assetto sitting la gestione della carrozzina da discesa e la distribuzione del peso sono elementi cruciali, mentre nel standing incidono l’equilibrio e la capacità di affrontare i cambi di direzione ad alta velocità. Le medaglie ottenute da atleti italiani testimoniano la versatilità del movimento nazionale e il valore dell’allenamento specifico per ogni disciplina adattata.
Altri risultati azzurri e bilancio finale
Nel standing maschile l’azzurro Davide Bendotti ha chiuso quindicesimo con il tempo totale di 2:02.76, mentre l’altro rappresentante italiano, Federico Pelizzari, è stato costretto al ritiro nella seconda manche. I podi in questa categoria hanno visto il francese Arthur Bauchet prendere l’oro in 1:47.93, seguito dallo svizzero Robin Cuche (1:53.13) e dallo svedese Aaron Lindstroem (1:54.06). Complessivamente, la squadra italiana lascia Espot con un bilancio positivo: 2 ori, 3 argenti e 1 bronzo, segnale di continuità dopo le prime due giornate di gare.
La fotografia di giornata, firmata Toni Grases, ritrae l’entusiasmo di una nazionale capace di competere ad alti livelli e di costruire performance emblematiche per il futuro. Le indicazioni tecniche emerse a Espot offriranno spunti per i prossimi allenamenti e per l’approccio agonistico nelle gare successive, con l’obiettivo di trasformare la qualità mostrata in costanza e nuovi risultati internazionali.